Perde la casa all’asta, perseguita i compratori

Un 55enne di Ancarano accusato di stalking: minacce e insulti alla coppia di coniugi che si è aggiudicata l’immobile
ANCARANO . Quando la casa è stata venduta all'asta ha visto andare in fumo i sacrifici di una vita e ha perso la testa. Tanto da iniziare a perseguitare la coppia che l'aveva acquistata, per la quale quell'abitazione in poco tempo si è trasformata da un affare in un vero e proprio incubo. Perché l'uomo, un 55enne di Ancarano, da quel momento ha iniziato a rendergli la vita impossibile, seguendo i due coniugi ovunque, insultandoli, minacciandoli e non risparmiando nemmeno il figlio minore della coppia. Tanto che alla fine marito e moglie, temendo per la propria incolumità e per quella dei propri cari, si sono decisi a denunciare l'uomo, con il fascicolo finito prima sul tavolo del pm Enrica Medori e, successivamente, su quella del gip Marco Procaccini che ieri mattina, nel corso dell'udienza preliminare, si è dichiarato incompatibile, rinviando gli atti davanti ad un altro collega. Come giudice delle esecuzioni, infatti, aveva già firmato alcuni atti relativi alla vicenda, per la quale adesso dovrà essere fissata una nuova udienza preliminare.
Sarà un altro gip, dunque, a decidere sul 55enne di Ancarano, attualmente sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla coppia e accusato di stalking, violazione di domicilio e minacce aggravate. Secondo l'accusa, infatti, dal 2017 al 2018 l'uomo, probabilmente per "punire" i due coniugi dell'acquisto all'asta della sua abitazione (che la coppia aveva pagato circa 90mila euro), li avrebbe costantemente molestati e minacciati, costringendo in particolare la donna a cambiare le proprie abitudini di vita. In un'occasione, secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, le si sarebbe infatti presentato sotto casa dicendole: «Non sai contro chi ti sei messa! Ti renderò la vita impossibile, a te e tuo marito! Io vi ammazzo tutti quanti, a te, tuo marito e i tuoi figli». Nella stessa occasione, riferendosi al figlio minore, il 55enne avrebbe detto: «So dove va a scuola e vedrai domani cosa gli faccio», prendendo a calci il cancello e, una volta aperto, introducendosi nel giardino e iniziando a tirare la ghiaia contro il portone d'ingresso dietro al quale si trovavano la donna e il figlio. In un'altra occasione, incontrando la coppia al bar, l'avrebbe apostrofata dicendo: «Vi faccio vedere io, vi pentirete di quello che avete fatto, zingari, infami», mentre altre volte incrociando il marito con l'auto si sarebbe fermato al centro della strada costringendolo a fermarsi per poi insultarlo. In un'occasione l'avrebbe anche afferrato per il collo, mentre un'altra volta, mimando il gesto di una pistola puntata alla tempia, lo avrebbe minacciato dicendo che prima o poi gli avrebbe sparato. Il 55enne avrebbe persino cercato di mandarli fuori strada e dopo aver avvistato l'uomo al centro commerciale, l'avrebbe inseguito dicendogli: «Si sente puzza di m...., sei un pezzente, un indemoniato».
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