Pergamene ai volontari per pandemia e ucraini

GIULIANOVA. In tanti hanno partecipato alla serata venerdì al Kursaal organizzata dall’amministrazione comunale. È stata l’occasione per esprimere gratitudine nei confronti degli operatori sanitari e...
GIULIANOVA. In tanti hanno partecipato alla serata venerdì al Kursaal organizzata dall’amministrazione comunale. È stata l’occasione per esprimere gratitudine nei confronti degli operatori sanitari e dei volontari che hanno collaborato fattivamente durante la pandemia e l’emergenza per la guerra in Ucraina. Nel corso dell’iniziativa, in segno di stima e riconoscenza, sono state consegnate pergamene agli operatori. Si è trattato di un gesto di ringraziamento doveroso, come sottolineato dagli amministratori, sostenuto da una massiccia partecipazione e da un vivo entusiasmo.
L’obiettivo della serata, che ha fatto registrare un pieno successo, in un clima di condivisione e di amicizia, è stato porgere il ringraziamento della città agli operatori sanitari e ai volontari che hanno prestato tempo e impegno durante la pandemia da Covid-19, nonché nell’accoglienza dei cittadini ucraini. Moderatore dell’evento, il giornalista Walter De Berardinis. Ad accogliere gli operatori in sala c’erano il sindaco Jwan Costantini, il vice sindaco Lidia Albani, il capogruppo consiliare Paolo Vasanella e il direttore sanitario della Asl Maurizio Brucchi. Ad aprire gli interventi, prima della a consegna delle pergamene, è stato il concerto proposto dall'associazione “I Sinfonici”, con il maestro Sergio Piccone Stella e il violoncellista Antonio D’Antonio, che hanno eseguito le musiche di Liszt, Braga, Elgar e Saint-Saens. Dagli amministratori e dai rappresentanti dell’azienda sanitaria sono state rivolte parole non solo di stima e apprezzamento nei confronti di operatori sanitari e volontari, ma sono stati ripercorsi i giorni difficili e cruciali della lotta alla pandemia e il periodo altrettanto impegnativo della prima accoglienza dei profughi ucraini. Oltre 400 persone, è stato ricordato, nel corso della serata perché la frase d’incoraggiamento: «Andrà tutto bene» durante l’emergenza per il Covid non restasse solo uno slogan, ma si concretizzasse in comportamenti e impegno quotidiani, così come la solidarietà nei confronti di chi è fuggito dalla guerra non si fermasse alle enunciazioni di principio senza ricadute pratiche.(s.g.)

