Perizia della Procura per palazzo Pompetti

Il pm nomina un consulente tecnico, ieri primo sopralluogo nell’edificio dichiarato inagibile
TERAMO. La Procura dispone una consulenza tecnica su palazzo Pompetti con un primo sopralluogo. È quello eseguito ieri pomeriggio dal consulente nominato dal pm Davide Rosati che, accompagnato da finanza, carabinieri, polizia stradale e tecnici della Asl così come disposto dal sostituto procuratore, si è recato sul posto per redigere una prima relazione da consegnare all’autorità giudiziaria. Non è escluso che a questo primo sopralluogo ne facciano seguito altri nell’ambito dell’inchiesta che per ora vede sette iscritti nel registro degli indagati. A quest’ultimi, che sono commercianti titolari delle attività presenti nell’edificio, viene contestata l’ipotesi di reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Ovvero, sostiene la Procura, non avrebbero rispettato l’ordinanza di sgombero firmata a settembre dal sindaco Gianguido D’Alberto continuando a rimanere in locali dichiarati inagibili con esito E, un profilo di sostanziale gravità così definito dai tecnici della Protezione civile dopo i sopralluoghi fatti in seguito al terremoto. Inagibilità che hanno riguardato sia gli uffici comunali ospitati nell’edificio (subito sgomberati in seguito all’ordinanza), sia appartamenti e negozi. Ovvero i privati. Per il momento l’inchiesta si muove sulla contestazione di un solo reato – ovvero l’inottemperanza al provvedimenti dell’autorità e, in questo caso, proprio dell’ordinanza di sgombero – ma non è escluso che altri potrebbero aggiungersene. Oltre alla consulenza tecnica il pm ha anche disposto una serie di acquisizione di atti e documentazione varia.
Intanto sono in dirittura d’arrivo i lavori di messa in sicurezza disposti dal Comune sulla parte pubblica. Le transenne, secondo cronoprogramma, dovrebbero essere rimosse già nella giornata di oggi. La questione era esplosa lo scorso 20 settembre, quando nella tarda serata il sindaco D'Alberto aveva firmato l'ordinanza di sgombero dell'edificio di fronte al vescovado in seguito alla revisione della scheda Aedes. Una revisione che aveva suscitato non poche polemiche, visto per ben due anni il palazzo era stato considerato agibile proprio sulla scorta delle precedenti verifiche.(d.p.)
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