Permuta tra Comune e privato, l’opposizione denuncia

1 Novembre 2023

TORTORETO. Il caso Marconi, opere pubbliche che non partono, la querela per le offese ricevute sul caso del costruendo Iat, la programmazione estiva giudicata povera e costosa e una permuta finita...

TORTORETO. Il caso Marconi, opere pubbliche che non partono, la querela per le offese ricevute sul caso del costruendo Iat, la programmazione estiva giudicata povera e costosa e una permuta finita sul tavolo della Corte dei conti. Libera D’Amelio, Mauro Di Bonaventura e Martina Del Sasso, che siedono all’opposizione del consiglio comunale di Tortoreto, denunciano falle e anomalie dell’amministrazione Piccioni.
La capogruppo di Tortoreto Più, Libera D’Amelio, ha presentato un esposto relativo alla permuta, varata con i soli voti della maggioranza in consiglio comunale, per la cessione di un’area in via Scopelliti. La vicenda riguarda l’occupazione di uno spazio da parte dell’impresa costruttrice senza rispettare le distanze. Ammettendo la buona fede, l’opposizione vuole vederci chiaro visto che l’impresa aveva proposto di cedere, in cambio dell’operazione, un’area privata per attrezzare un percorso pedonale che conduce verso un parco giochi. «Per noi non si poteva fare», dice la D’Amelio, che per questo si è rivolta alle Procure ordinaria e contabile. Quanto all’assunzione nello staff del sindaco di Massimo Marconi, capogruppo di opposizione ad Alba Adriatica, D’Amelio ha fatto richiesta di accesso agli atti per conoscere i curriculum degli altri otto candidati. Risposta mai pervenuta dal Comune. «Mantenendo segreti i dati sensibili, dico però che Tortoreto deve sapere perché si tratta di soldi pubblici, altrimenti i dubbi sorgono», dice D’Amelio. Le parole giudicate offensive rivolte a lei da due esponenti di maggioranza per le critiche sul nuovo ufficio Iat, che doveva essere operativo per l’estate passata ma del quale solo oggi è stato approvato il progetto esecutivo, avevano spinto D’Amelio a querelare. E ora dice: «Vado avanti fino in fondo».
Sui lavori pubblici e le spese per il cartellone estivo è corale il disappunto e i tre consiglieri parlano all’unisono. «Quasi 200mila euro per 40 giorni e poi tutto un anno senza nulla. L’assessore Giorgio Ripani ancora deve dirci cosa intende per turismo. Non si affronta mai il problema dell’erosione costiera, in consiglio (se ne fanno pochi) non c’è spazio per dibattere. Le opere pubbliche, poi, dove sono? Il piazzale della chiesa al Lido, il decoro delle rotonde, delle frazioni meno considerate rispetto ad altre, del lungomare?». (a.d.p.)