Perseguita e maltratta la ex Il giudice: «Stia lontano da lei»

Divieto di avvicinamento per un teramano di 38 anni, le vessazioni sarebbero durate due anni Secondo l’accusa avrebbe anche tentato di rapinarla della borsetta per controllare il cellulare
TERAMO. Per due anni avrebbe perseguitato la ex vessandola, perseguitandola, obbligandola a dire sempre dove si trovava: è un’altra storia di ex che non si rassegnano alla fine di una relazione quella che la cronaca racconta. In questo caso sarebbe andata avanti per due anni fino a quando la donna ha deciso di denunciare e per lui, un 38enne teramano, il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento. L’uomo è indagato per maltrattamenti, atti persecutori, tentata rapina e lesioni personali.
La misura è stata firmata dal gip Marco Procaccini su richiesta del pm Enrica Medori. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Teramo (guidata dal maggiore Luigi Vaglio) hanno portato allo scoperto l’inferno in cui era precipitata la donna. L’uomo non si era rassegnato alla fine delle relazione. Gli episodi denunciati dalla donna sono tantissimi e tutti legati dal filo conduttore della gelosia. Al 38enne viene contestato anche il fatto di aver continuamente controllato la donna, costringendola a condividere con lui la sua posizione attraverso l’utilizzo di applicativi informatici e un tentativo di impadronirsi della borsa della donna, contenente il telefono cellulare. Tentativo nel corso del quale la donna era stata strattonata con lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Accanto a questi episodi ci sarebbero state continue telefonate e sms indirizzati alla ex per sapere dove stava.
Dopo la denuncia della donna, le indagini dei carabinieri sono scattate immediatamente e in poco tempo i militari sono riusciti a ricostruire tutto il vissuto della vittima anche attraverso le testimonianze di amici e parenti visto che in molti casi l’uomo avrebbe agito anche davanti a testimoni. La documentazione raccolta dai militari è finita in Procura e ben presto si è trasformato in un atto d’accusa contro l’uomo. Fino a quando il giudice ha accolto la richiesta di misura e ha disposto per lui il divieto di avvicinamento alla ex. (d.p.)
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