Perseguita i vicini con i bimbi Teramana finisce a processo

11 Novembre 2021

Imputata una 60enne per minacce e dispetti. L’accusa: era molto infastidita dal vociare dei piccoli Per la Procura avrebbe lasciato sacchi di spazzatura davanti all’abitazione e danneggiato un’auto  

TERAMO. Dal silicone usato per la serratura ai fiori tagliati in giardino, dalla radio a tutto volume alla macchina parcheggiata davanti al box auto degli altri: c’è tutto il repertorio da codice penale nell’ennesimo caso di stalking tra vicini declinato in un fascicolo della Procura.
Sotto accusa una 60enne teramana rinviata a giudizio con l’accusa di aver perseguitato la famiglia di dirimpettai perché, si è giustificata, infastidita dai bambini che giocavano in casa. La verità giudiziaria, dunque, sarà accertata nel corso di un processo. Agli atti, per ora, ci sono le accuse della Procura.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti nell’ultimo anno la donna avrebbe letteralmente perseguitato la famiglia, genitori e due bambini di 4 e 7 anni, occupanti della villa a schiera confinante fino a costringerli a lasciare per qualche tempo l’abitazione e trasferirsi nella casa al mare. A scatenare le reazioni della 60enne, questo quanto emerge dagli atti, il fastidio per il vociare dei bambini in casa.
Così, in più occasioni, avrebbe tagliato i fiori del giardino dei vicini, avrebbe messo del silicone nella serratura del cancello e, in un caso, avrebbe parcheggiato la sua vettura proprio a ridosso del cancello di entrata e di uscita dell’abitazione impedendo di fatto agli altri di uscire. In un’altra occasione avrebbe lasciato una busta di spazzatura davanti all’uscio della villetta confinante e in un’ altra avrebbe anche danneggiato la vettura della mamma rigando una delle portiere.
Episodi che le parti offese mettono in capo alla donna e per cui hanno presentato denuncia.
Ma, sempre secondo l’accusa, dopo la denuncia il clima si sarebbe ulteriormente arroventato tanto che la famiglia per qualche tempo ha deciso di lasciare l’abitazione per trasferirsi nella seconda casa al mare. Accuse sempre respinte dalla 60enne che ha sostenuto di non essere l’autrice degli episodi contestati pur ribadendo il fatto che in più occasione sarebbe stata infastidita dal vociare dei bambini in casa più volte segnalato ai genitori.
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