Perseguita il fratello e la sua famiglia Donna a processo

12 Ottobre 2019

Silvi, messaggi di minacce anche alla cognata e al nipote L’uomo testimone in aula: «Bruttissimo vivere con la paura»

SILVI. «Sentire il timore addosso è bruttissimo. Io voglio solo che mia sorella stia lontana dalla mia famiglia» dice l’uomo al giudice. Perché è in un’aula di tribunale che i fatti inseguono una loro verità, almeno giudiziaria, e le accuse devono essere provate. Come quella di stalking che la Procura mette in capo a una 54enne di Silvi finita a processo con la pesante accusa di aver perseguitato il fratello, la cognata e il nipote minorenne con minacce via WhatsApp e con appostamenti continui sotto casa, in alcuni momenti scavalcando anche la recinzione dell’abitazione.
Ieri davanti al giudice monocratico Lorenzo Prudenzano le testimonianze dell’uomo, di sua moglie e di uno dei carabinieri che all’epoca dei fatti seguì le indagini. fatti, secondo la ricostruzione della Procura che ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio, sarebbero avvenuti tra giugno ed agosto dell’anno scorso nella cittadina balneare dove entrambi vivono. Nel capo d’imputazione si fa riferimento a numerosi episodi in cui la donna, attraverso messaggi vocali WhatsApp avrebbe minacciato i tre con frasi, si legge negli atti: «Potrei fare delle cose che dispiaceranno a tutti». In una occasione, inoltre, ricostruisce la Procura, la donna sempre tramite WhatsApp avrebbe inviato alla cognata una foto del figlio accompagnata da questa didascalia: «Ecco cosa rimane per me... solo un ricordo di una famiglia che non ho mai avuto». E sempre facendo riferimento al nipote, all’epoca dei fatti minorenne, in un altro messaggio indirizzato al fratello scriveva: «Bell’esempio per lui e per tutti gli amichetti quando mi vedono tutta appostata, sapendo che suo padre ha permesso tutto questo».E ancora: « Io faccio un disastro, vengo e faccio un disastro». In un altro messaggio, inoltre, la donna avrebbe minacciato il fratello di inviare una comunicazione all’azienda in cui l’uomo lavora per raccontare «che tipo di persona sei». Nella richiesta di rinvio a giudizio si fa riferimento anche ad un episodio in cui la donna si sarebbe presentata all’esterno dell’abitazione del fratello urlando la frase: «Questa sera la tua ultima estate che ti godrai».
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