Perseguita il fratello per l’eredità: teramano a processo per stalking

Secondo l’accusa il 65enne avrebbe tentato di avvelenare il cane del congiunto e bloccato la serratura La vittima ha lasciato l’appartamento di proprietà per andare a vivere altrove pagando l’affitto
TERAMO. Si è sentito così perseguitato dal fratello, tra tentativi di avvelenargli il cane e serrature di casa bloccate con il silicone, che alla fine ha scelto di lasciare l’appartamento di proprietà per andare a vivere altrove. Anche pagando un affitto. È con un’altra brutta storia che la cronaca racconta un nuovo caso di stalking tra familiari. In questo caso fratelli in lite per una eredità. Uno dei due, un teramano di 65 anni, è stato rinviato a processo (gup Roberto Veneziano) con l’accusa di atti persecutori e minacce nei confronti del congiunto di 70 anni.
Secondo la ricostruzione degli investigatori i fatti si sarebbero verificati nel 2019 e in più occasioni l’uomo avrebbe anche minacciato l’altro incontrandolo sulle scale interne dell’edificio in cui entrambi abitano in due appartamenti. E proprio la contesa per l’eredità di uno di questi due alloggi sarebbe la causa di tutto. Così scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio: «Con condotte reiterate, molestava e minacciava il fratello in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia e paura tali a costringerli cambiare le proprio abitudini di vita».
Secondo l’accusa l’uomo in più occasioni avrebbe bloccato con del silicone la serratura del portone d’ingresso dell’abitazione dell’altro impedendogli di rientrare a casa e avrebbe fatto pipì sul tappetino. Inizialmente il 70enne ha pensato a uno scherzo ma quando il fatto si è ripetuto ha cominciato ad avere dei sospetti. Anche perché, nel frattempo, le liti con il congiunto per l’eredità sono diventate sempre più frequenti. Inizialmente ha pensato di non denunciare sicuro che con il tempo tutto sarebbe finito. Quando però qualcuno ha cercato di uccidere il suo cane con delle polpette avvelenate lanciate sul balcone di casa non ha avuto più dubbi: i balconi sono confinanti e solo chi occupa l’appartamento a fianco del suo può aver lanciato le polpette avvelenate. E in quell’alloggio ci abita il fratello. A questo punto l’uomo ha denunciato e immediatamente sono scattate le indagini. Per l’epilogo, almeno giudiziario, bisognerà attendere il processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

