Perseguita la dottoressa con 230 telefonate

30 Luglio 2020

L’anziano dichiarato capace di intendere e di volere da una perizia psichiatrica: sarà processato

TERAMO. La perizia psichiatrica disposta dal tribunale ha accertato che è capace di intendere di e di volere e lo era al momento dei fatti. Per questo un 78enne teramano va a processo con la pesante accusa di aver perseguitato il suo medico di base, una dottoressa.
L ’accusa è di quelle pesanti, soprattutto perché non si può dimenticare il caso di Ester Pasqualoni, l’oncologa di Roseto uccisa tre anni fa da uno stalker nel parcheggio dell’ospedale di Sant’Omero. L’anziano è accusato di aver perseguitato la dottoressafacendole 230 telefonate in pochi mesi, continue avances di natura sessuali e pedinamenti in macchina. L’anziano, nel corso delle indagini preliminari, era già stato sottoposto a una consulenza psichiatrica disposta dalla Procura con la formula dell’incidete probatorio. In quell’occasione il consulente aveva presentato una relazione secondo la quale l’uomo sarebbe stato parzialmente in grado di intendere e di volere al momento dei fatti. In sede di udienza preliminare l’anziano è stato rinviato a giudizio e in apertura di dibattimento il giudice monocratico Francesco Ferretti, proprio per fare chiarezza sulle sue condizioni di salute, vista proprio l’esistenza della precedente consulenza, ha disposto la nuova perizia. A presentare la denuncia nei confronti dell’anziano è stata la dottoressa (parte civile assistita dall’avvocato Odette Frattarelli) che, ormai esasperata dall’uomo, è stata costretta anche a chiedere il trasferimento in un’altra sede di servizio. I fatti, secondo l’accusa, sarebbero andanti avanti da giugno 2018 ad aprile 2019. Non solo pedinamenti, avances sessuali e telefonate, ma anche visite mediche domiciliari per malanni inesistenti. Così si legge nel capo d’imputazione: «Poneva in essere in maniera reiterata e continua atti di molestia nei confronti del medico consistititi nell’inoltrare per motivi pretestuosi 230 telefonate verso il cellulare di servizio del medico, inducendo questi a rispondere e richiamare per deontologia professionale; presentandosi nei vari studi medici della dottoressa, avanzando nei confronti di questa offensive avances sessuali o costringendo questa a visite mediche domiciliari nei suoi confronti che si rivelano del tutto immotivate; continuando a far percepire la sua presenza al medico nonostante si fosse concluso il rapporto professionale seguendo e pedinando la donna.(d.p.)
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