Perseguita la ex di vent’anni fa Condannato a un anno e tre mesi

8 Febbraio 2018

Pensionato teramano di 77 anni non si rassegnava alla fine della storia con la donna  L’uomo attualmente è agli arresti domiciliari dopo l’ultima denuncia presentata dalla vittima

TERAMO. A volte cambiano i particolari, ma le storie di stalking scivolano nelle aule di giustizia come in una catena di montaggio. Drammaticamente uguali. Come quella della donna teramana perseguitata dal 77enne mai rassegnato alla fine di quella storia interrotta vent’anni prima. Ieri l’uomo è stato condannato ad un anno e tre mesi dal giudice Franco Tetto. L’anziano in questi anni ha continuato a perseguitare la ex mettendo insieme, in passato, procedimenti per minacce, vista l’assenza all’epoca del reato di stalking. L’anno scorso, dopo una nuova denuncia della donna, è finito agli arresti domiciliari e imputato per atti persecutori nel processo concluso ieri.
Nella penultima udienza in aula sono state ascoltate la donna e la figlia di quest’ultima che hanno raccontato pedinamenti, appostamenti, paure. «Quest’uomo», aveva detto la figlia, «da vent’anni ci rovina la vita». Tante le accuse messe insieme nel decreto di giudizio immediato. «Dopo la cessazione della loro relazione sentimentale (risalente a circa vent’anni addietro) dalla metà di febbraio 2017 con condotte reiterate minacciava e molestava la donna causandole uno stato d’ansia che l’hanno portata a cambiare abitudini», si legge, «segnatamente si recava con frequenza quotidiana sotto la sua abitazione controllandone i movimenti, l’aspettava all’uscita del luogo di lavoro, la raggiungeva presso il posto di lavoro della figlia, l’abitazione della madre, l’avvicinava presso locali pubblici». Insomma, quelli che per il codice sono atti persecutori. «Mi seguiva ovunque, sotto casa, al lavoro», aveva raccontato in aula la donna, rispondendo alle domande di pm e giudice. Per l’uomo la pubblica accusa (rappresentata in aula dal vpo Roberta Roccetti) aveva chiesto una condanna a due anni ed otto mesi. L’imputato era difeso dall’avvocato Marco Sgattoni. La donna, che si è costituita parte civile, era rappresentata dall’avvocato Giannicola Scarciolla.
©RIPRODUZIONE RISERVATA