Perseguita sorella e cognato in casa La Procura chiede di processarlo

Indagato un teramano di 50 anni, che è accusato anche di aver minacciato i due con un coltello Il pm: «Costretti a fare pipì in una bacinella per evitare di fare rumore con lo scarico del bagno»
TERAMO. È in un’altra brutta storia che la cronaca racconta un nuovo caso di stalking tra familiari. Si tratta di un 50enne teramano accusato di perseguitare sorella e cognato che fino a poco tempo abitavano nello stesso suo palazzo a tal punto che i due sono stati costretti a trovare un’altra abitazione. Per l’uomo il pm Francesca Zani titolare del fascicolo ha chiesto il rinvio a giudizio e nei prossimi giorni è fissata l’udienza davanti al gup Marco Procaccini. Secondo la ricostruzione degli investigatori i fatti si sarebbero verificati nel 2019 e in più occasioni l’uomo avrebbe anche minacciato con un coltello. Aggressioni fisiche per le scale seguite a quelle verbali perché, secondo l’uomo, sarebbe stato disturbato dai rumori provenienti dall’appartamento dei familiari che si trova sopra al suo. Così scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio: «Con condotte reiterate, molestava e minacciava la sorella e il cognato in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia e paura tali a costringerli cambiare le proprio abitudini di vita». E a questo proposito il pm scrive che per paura «evitavano ogni minimo rumore nell’abitazione espletando i proprio bisogni fisiologici in una bacinella per evitare il rumore dello scarico del bagno, trasferendosi in un’altra abitazione e da allora evitando di recarsi in vista ai genitori che vivono nella stessa palazzina». Secondo l’accusa, inoltre, l’uomo in più occasioni avrebbe aggredito i due per le scale e anche nell’abitazione degli anziani genitori accusandoli di fare rumori con le sedie in casa». In un caso li avrebbe minacciato con un coltello dicendo, si legge nella richiesta del pm «io non ci metto niente ad ammazzare qualcuno, non ho niente da perdere».(d.p.)
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