Perseguita un giovane, lo picchia e gli fa perdere il lavoro: arrestato

4 Marzo 2016

È accusato di sequestro di persona, estorsione e violenza. Tutto è iniziato dopo una lite in strada Ha anche minacciato un medico per impedirgli di fare il certificato che attestava le lesioni

VALLE CASTELLANA. Ha picchiato e minacciato il giovane con cui aveva litigato per una questione di viabilità, lo ha fatto licenziare e ha intimidito un medico fino a costringerlo a non rilasciargli il certificato che attestava le ferite dell’aggressione.

E’ una storia di persecuzione e violenze, ma anche di omertà quella che i carabinieri hanno portato allo scoperto al termine di una complessa e delicata indagine svolta a Valle Castellana, centro di montagna al confine con la provincia ascolana. In carcere con un lungo elenco di ipotesi di reato contestate è finito Rosildo Ferri, 39enne del posto già conosciuto alle forze dell’ordine: è accusato di sequestro di persona, estorsione, violenza privata, minaccia e lesioni aggravata. Ieri mattina è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giuliana Filippello su richiesta del pm Cinzia Piccioni (l’autorità giudiziaria che procede è quella di Ascoli perchè Valle Castellana ricade nel distretto giudiziario marchigiano).

La storia, ricostruita dai carabinieri della compagnia di Teramo guidata dal maggiore Riziero Asci, è venuta allo scoperto solo dopo che il giovane 25enne vittima delle aggressioni dell’uomo si è rivolto ai militari per denunciare. Così sono scattate le indagini che hanno permesso di ricostruire una vicenda durata un paio di mesi, da gennaio e febbraio. Un incubo per la vittima che in poco tempo si è ritrovato aggredito, minacciato e picchiato dal 39enne. Gli investigatori ripetono che alla base di tutto ci sono futili motivi, forse uno screzio per questioni di viabilità. Fatto sta che l’uomo prima ha aggredito e picchiato il giovane in strada e successivamente nella sua abitazione dove lo aveva invitato per chiarire. In questo caso, sempre secondo la versione fornita dai militari, lo avrebbe anche chiuso nell’appartamento per qualche ora impedendogli di uscire. Ma il peggio per il ragazzo non era ancora arrivato. Perchè, sempre secondo l’ipotesi d’accusa, il 39enne avrebbe a tal punto intimidito i datori di lavori del giovane, fino a minacciarli di ritorsioni, che quest’ultimi hanno detto sì alla sua richiesta: quella di licenziare il ragazzo per fargli perdere il posto di lavoro. E non solo.

Le minacce, infatti, si sono estese anche al medico a cui la vittima si è rivolta per avere il certificato che provasse le lesioni riportate nell’aggressione subita. E anche questa volta il 39enne è riuscito nel suo intento perchè quel certificato non è stato fatto.Solo a questo punto il giovane ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per raccontare e denunciare. Perchè nel frattempo nessuno aveva segnalato quello che gli stava capitando. I militari hanno avviato le indagini e sono riusciti a ricostruire la vicenda diventata un atto d’accusa sul tavolo del pm Piccioni. Che ha chiesto ed ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare per l’uomo rinchiuso nel carcere ascolano di Marino Del Tronto. Ma le indagini dei carabinieri non si fermano, anche per capire se ci sono stati degli obblighi violati dagli altri coinvolti in questa assurda vicenda.(d.p.)

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