Perseguita un uomo senza motivo Disposta una perizia psichiatrica

4 Maggio 2023

Giovane accusato di varie aggressioni verbali e fisiche, una è avvenuta nella caserma dei carabinieri È indagato anche per aver danneggiato la macchina di proprietà della mamma della vittima

TERAMO. Sarà una perizia psichiatrica, disposta con la formula dell’incidente probatorio, a stabilire se fosse in grado di intendere e di volere al momento delle aggressioni verbali e fisiche messe in atto senza motivo nei confronti di un 53enne teramano.
L’indagato è un pakistano di 25 anni che a gennaio venne arrestato dopo l’ennesima aggressione e che è indagato in un procedimento per stalking e danneggiamenti nei confronti del teramano.
Così è stato stabilito nel corso dell’udienza che si è svolta ieri mattina davanti al giudice per le udienze preliminari Roberto Veneziano. L’indagato è assistito dall’avvocato Michele Artese.
I fatti, secondo la ricostruzione fatta negli atti giudiziari, si sono verificati in più occasioni nel capoluogo con il 53enne che sarebbe stato preso di mira dallo straniero con tanto di minacce fatte con una bottiglia in mano nella sala d’attesa dei carabinieri dove la parte offesa nel mese di gennaio si era recata per presentare denuncia dopo essere stato aggredito con calci e pugni mentre stava parcheggiando la vettura in prossimità dell’abitazione dei suoi genitori. «Mentre la parte offesa», si legge nella richiesta di incidente probatorio, «si trovava nella sala d’attesa della caserma intento a riferire l’accaduto al militare di servizio vi irrompeva a sua volta con fare minaccioso urlando frasi quali “Sono quatro anni che mi segui”, impugnando una bottiglia di vetro rotto alla base; invitato dal militare ad uscire si allontanava ma poco dopo faceva rientro e minacciava nuovamente la parte offesa mimando più volte il gesto di volerlo uccidere (passandosi un dito all’altezza della gola». L’uomo è accusato anche di aver danneggiato la macchina dell’altro di proprietà della madre. Gli episodi contestati risalgono tutti al mese di gennaio. «In un caso», si legge ancora nella richiesta di incidente probatorio, «avrebbe avvicinato la vittima mostrandogli sul suo telefono cellulare un video con l’ex presidente degli Stati Uniti Bush affermando che quella persona fosse lui. Dopo una decina di minuti lo avvicinava nuovamente e con tono di sfida gli diceva “Che vuoi?” e altre frasi in una lingua a lui non comprensibile in modo da cagionargli un perdurante e grave stato di ansia e di paura ed ingenerargli un fondato timore per la propria persona».(d.p.)
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