Perseguitano i vicini e li spiano con le telecamere: a processo

22 Ottobre 2021

La coppia di coniugi è accusata anche di aver lasciato escrementi davanti alla porta dei confinanti e di aver impedito loro di uscire di casa parcheggiando davanti al cancello. Le vittime parti civili

TERAMO. Dall’auto parcheggiata in modo tale da impedire agli altri di uscire di casa alle riprese con le telecamere: c’è tutto il repertorio da codice penale nell’ennesimo caso di stalking tra vicini declinato in un fascicolo della Procura. Sotto accusa una coppia di teramani, marito di 58 anni e moglie di 55, che sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver perseguitato la famiglia di dirimpettai. Si tratta di padre, madre e figlia di 25 anni che in udienza preliminare si sono costituiti parte civile.
La verità giudiziaria, dunque, sarà accertata nel corso di un processo. Agli atti, per ora, le accuse della Procura.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti nell’ultimo anno i due avrebbero letteralmente perseguitato i tre occupanti della villa a schiera confinante fino a orientare proprio in direzione di quell’abitazione, e in particolare del salone, le telecamere del proprio sistema di videosorveglianza.
Che, sempre per l’accusa, sarebbe stato solo la punta dell’iceberg. I due, infatti, sembra per questioni legati a un parcheggio, in più occasioni avrebbero reso impossibile, o se non altro molto complicata, la vita dei vicini. In un caso avrebbero parcheggiato la loro vettura proprio a ridosso del cancello di entrata e di uscita dell’abitazione impedendo di fatto agli altri di uscire. In un’altra occasione avrebbero lasciato degli escrementi sempre davanti all’uscio della villetta confinante e in un’ altra avrebbero danneggiato la vettura della ragazza rigando una delle portiere. Episodi che le parti offese mettono in capo agli altri e per cui hanno presentato denuncia. Ma, sempre secondo l’accusa, dopo la denuncia il clima si sarebbe ulteriormente arroventato con la coppia di coniugi pronta ad orientare proprio verso la villetta confinante le telecamere del loro sistema di videosorveglianza in una sorta di continua violazione della privacy. La coppia ha sempre respinto ogni accusa e sulla questione telecamere si è difesa sostenendo che la direzione è stata dettata da motivi di sicurezza.
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