Perseguitata a 15 anni dal branco della scuola

22 Dicembre 2016

Otto coetanei teramani denunciati per rapina e tentata violenza sessuale Per due di loro la Procura dei minori ha disposto la permanenza a casa

TERAMO. C’è il coraggio di una ragazzina e c’è la forza dei suoi genitori a raccontare più di tante parole l’ennesima storia del branco pronto a perseguitare, rapinare, oltraggiare corpo e mente di chi a 15 anni dovrebbe inseguire solo i sogni. Per settimane quegli otto compagni di scuola, tutti coetanei, le hanno reso la vita un inferno inseguendola, palpeggiandola, portandole via soldi e cellulare, minacciandola qualora lei avesse parlato. Ma la piccola donna ha superato paura e vergogna per raccontare tutto a mamma e papà che si sono rivolti ai carabinieri facendo scattare un’indagine della Procura dei minori dell’Aquila (pm Antonio Altobelli) conclusa con otto quindicenni (tutti nati in Italia da genitori di origine straniera) denunciati per tentata violenza sessuale e rapina: per due di loro sono arrivate delle ordinanze di custodia cautelare di permanenza a casa con la possibilità di andare a scuola, così come previsto per i minori.Tutto comincia nei primi giorni dell’anno scolastico, quando i genitori della ragazza, una quindicenne teramana, si presentano dai carabinieri per denunciare quanto raccontato dalla figlia. Perchè la ragazzina ha trovato il coraggio e la forza di confidarsi con loro per dire che la sua vita è diventata un inferno da quando quel gruppo di ragazzi che frequenta il suo stesso istituto non la lascia più in pace. L’aspettano fuori scuola, le hanno portato via soldi e cellulare, ma soprattutto in più occasioni l’hanno toccata in varie parti del corpo, l’hanno spintonata, l’hanno minacciata di non parlare. Un incubo durate settimane.

Il racconto della ragazza, che ripete le sue accuse ai carabinieri, fa scattare le indagini dei militari della compagnia di Teramo. E sono i carabinieri, agli ordini del maggiore Riziero Asci, a mettere insieme le testimonianze di altri studenti della scuola che confermano le versioni della 15enne, ma anche ad accertare passo dopo passo i drammatici racconti della studentessa. Che elenca posti, circostanze, orari. Con grande precisione. Raccontando di inseguimenti continui, di palpeggiamenti. E’un’indagine delicata e complessa, come lo sono tutte quelle che riguardano i minori. Le testimonianze confermano quanto raccontato dalla quindicenne e, al termine delle indagini, portano i militari a denunciare alla procura aquilana gli otto studenti. Per reati pesanti che vanno dalla rapina alla tentata violenza sessuale. Ma per due di loro la procura chiede ed ottiene dal gip anche la misura cautelare della permanenza a casa con la possibilità di frequentare la scuola. Ora saranno seguiti dai servizi sociali.Resta l’atto d’accusa di una ragazzina che ha trovato la forza e il coraggio di raccontare ai genitori l’inferno in cui era precipitata. E di una mamma e di un papà che non si sono fermati.(d.p.)

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