Perseguitato da una banda di bulli

Montorio, il dramma di un 52enne fragile vittima di ripetuti furti e aggressioni
MONTORIO AL VOMANO. «Chiedo che mio figlio Lilio non venga più preso di mira per dispetti e ragazzate, che possa vivere tranquillamente la sua vita e che venga rispettato da tutti!».
Sono piene di preoccupazione, ma anche di tristezza le parole di una mamma e insegnante in pensione di Montorio, Irma D’Ovidio, che da tempo combatte contro i soprusi che subisce il figlio Lilio da bande di ragazzini del posto. In ultimo il furto, per la terza volta, della sua bicicletta nuova.
Lilio ha 52 anni ed è un ragazzo speciale che si occupa della pulizia e della chiusura dei giardinetti “Pellanera”; non ha la patente e la bicicletta è il suo unico mezzo di locomozione, al quale è molto legato. Proprio ai giardini gli è capitato più volte di essere insultato, una volta aggredito, e qui gli hanno sottratto la bicicletta una decina di giorni fa mentre si occupava della chiusura degli ingressi. La prima volta gliel’hanno presa dentro il cancello di casa. «Non solo gli hanno rubato tre volte la bici sapendo che era di Lilio, ma spesso operano sul mezzo atti di vandalismo», prosegue Irma con gli occhi lucidi e tanta rabbia, «non è per il valore economico delle bici, ma per il gesto ignobile contro un ragazzo che non sa difendersi. Lui è felice del suo lavoro perché si rende utile e la mattina non vede l’ora di alzarsi per aprire i giardinetti, ma queste vessazioni con insulti e risate non devono più andare avanti anche perché Lilio è tranquillo e non fa male a una mosca, un accanimento che non capisco».
A Lilio piace passeggiare per il paese e la sera sedersi nel suo bar preferito a osservare le persone che giocano a carte. Ma senza la sua bicicletta nuova si sente triste e soffre per il trattamento che alcuni ragazzini gli riservano. «Da mamma sono molto preoccupata perché c'è indifferenza», dice ancora Irma, «e sono spaventata che possa accadergli qualcosa, tanto da seguirlo sempre quando esce, così da intervenire se necessario». Irma ha pubblicato più appelli sui social network chiedendo agli autori del furto di restituire la bicicletta, senza alcun riscontro. La vicenda è stata segnalata alla stazione locale dei carabinieri e tante sono state le attestazioni di vicinanza arrivate dai cittadini che stimano Irma e vogliono bene a Lilio. «Spero che presto rimettano la bici dove l’hanno presa», conclude, «che questa brutta storia finisca per sempre e che questi ragazzi si rendano conto di quello che fanno. Lo merita Lilio e lo merita tutta la comunità».
Gli episodi denunciati purtroppo non sono isolati a Montorio: nella zona dei giardinetti altre persone deboli e anziane vengono prese di mira da bande di giovanissimi bulli.
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