Persiani, numeri record: mai nessuno con 519 voti

L’assessore uscente: «Non me ne aspettavo tanti, ora avanti con il programma» Capriotti (unico eletto del Pd): «Continuerò a fare un’opposizione costruttiva»
MARTINSICURO. Oggi alle 12,30 nella sala consigliare si terrà la proclamazione dei 13 consiglieri eletti: poi il sindaco Massimo Vagnoni potrà cominciare a valutare l’assegnazione di deleghe e assessorati e iniziare il percorso amministrativo per i prossimi cinque anni.
PERSIANI. In giunta tornerà certamente Monica Persiani, assessore ai lavori pubblici uscente, che ha raccolto 519 voti di preferenza, dato mai raccolto da nessuno a Martinsicuro. «Mi hanno sempre insegnato che il lavoro paga e speravo, una volta che ho deciso di ricandidarmi, di poter raccogliere il giusto risultato, ma in tutta sincerità non mi aspettavo un esito così eclatante», dice Persiani, «sapere di aver avuto così tanti consensi mi ha riempito di gioia e orgoglio e ha aumentato il mio senso di responsabilità. Di questo risultato devo principalmente ringraziare il sindaco Vagnoni che cinque anni fa, pur con la mia inesperienza politica e amministrativa, mi ha dato fiducia assegnandomi una delega così importante. Delega che ha dato i suoi frutti anche e soprattutto grazie al lavoro degli uffici, dei dipendenti e degli operai. Le nostre volontà non sono rimaste sogni nel cassetto ma sono opere concrete! Abbiamo fatto molto in questi cinque anni ma molto ancora c'è da fare. Sono certa che continueremo a percorrere la strada del miglioramento del nostro paese».
CAPRIOTTI. Nella cittadina Vagnoni veniva favorito anche per un’elezione al primo turno evitando il ballottaggio, ma pochi o forse nessuno avrebbe pronosticato la "bulgara" percentuale ricevuta (79%). «I cittadini hanno scelto la continuità», le considerazioni di Giuseppe Capriotti che conferma, unico del Pd, un posto in consiglio, «bocciando le alternative messe in campo dalle opposizioni. E il risultato è stato davvero netto. Le mie congratulazioni al sindaco Vagnoni sono d'obbligo. Mi auguro un mandato lungo cinque anni e proficuo, che non serva solo da trampolino di lancio per una carriera sovracomunale, ma soprattutto per portare a compimento quelle opere pubbliche tanto decantate in campagna elettorale. Ancora una volta sono stato eletto nei banchi delle opposizioni e a differenza di tanti ci tengo a dirvi che sarei rimasto a occuparmi di politica anche se avessi fallito la mia elezione in consiglio. Perché amo questo territorio da sempre e ho la politica nel sangue». Per un periodo Capriotti era stato fortemente accostato alla candidatura a sindaco del centrosinistra, poi naufragata. Secondo voci, gli veniva imputata una opposizione troppo “leggera” su alcuni punti importanti come si può leggere tra le righe delle sue considerazioni. «La mia», dice Capriotti, «è stata una opposizione costruttiva, che talvolta mi ha portato a votare a favore per alcuni atti, come l'introduzione della tassa di soggiorno, o a prese di posizione contrarie forti e radicali come il Prg o il lungomare. Sul Piano spiaggia ho sentito il dovere di astenermi visto il passo indietro fatto dall'amministrazione sulla previsione di raddoppiare la superficie degli chalet. Così continuerò a fare, perché il fatto di appartenere a un partito non mi vieta di ragionare con la mia testa, e di lavorare solo ed esclusivamente nell'interesse primario della città».
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