«Personale Asl, va sempre peggio»

11 Marzo 2016

Allarme del Nursind che parla di rimpallo di responsabilità sulle assunzioni

TERAMO. Carenza di personale alla Asl, va sempre peggio. Il Nursind lancia l’allarme sull’applicazione delle nuove norme su riposo e orario di lavoro imposte dall’Unione europea.

Il decreto stabilisce, tra l'altro, il limite di 12 ore e 50 minuti al giorno e l’obbligo di 11 ore di riposo tra un turno di lavoro e l’altro. Disposizioni aziendali stabiliscono, inoltre, che i coordinatori infermieristici organizzino i turni entro il 20 del mese. Ma si trovano in forte difficoltà a coprire i turni nel rispetto delle norme perché la carenza di personale ha raggiunto livelli di vera e propria emergenza.

«Sono due le conseguenze dirette di questa situazione», dichiara Giuseppe De Zolt, segretario provinciale del Nursind, «la prima ricade sui pazienti: la Asl non ha personale a sufficienza per assicurare una corretta continuità assistenziale. L’altra colpisce il personale. La norma impone alle aziende di “riorganizzare”, cioè come estrema ratio perfino chiudere i servizi che non riescono a garantire, per assicurare la tutela del personale e i livelli minimi, eppure si continuano a inaugurare servizi, senza incremento del personale a disposizione. La scena della coperta corta si ripropone: per coprire un servizio se ne scopre un altro».

I dipendenti pagano il conto più alto: «Sono in costante aumento le problematiche correlate allo stress lavorativo», prosegue De Zolt, «il personale non riesce ad usufruire regolarmente neppure delle ferie: alcuni dipendenti hanno ferie arretrate addirittura del 2013. Non ultimo, i coordinatori si trovano costretti nel fronteggiare l’emergenza a chiedere gli straordinari agli infermieri i quali, però, non vengono retribuiti».

Il sindacalista osserva che «il decreto 49/2012 del commissario ad acta indica il numero minimo di personale nelle unità operative. Le linee guida, però, non sono mai state rispettate in alcun reparto. La Asl di Teramo è quella con meno personale in organico tra tutte le Asl abruzzesi. Secondo i calcoli effettuati in passato dal Nursind, tra infermieri e Oss mancano circa 600 unità. Quei numeri sono ormai superati e la situazione è ulteriormente peggiorata. Assistiamo a un rimpallo di responsabilità tra Asl e Regione per le mancate assunzioni, crediamo sia ora di trovare una soluzione».

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