Personale non vaccinato alla Asl: parte la seconda lettera di diffida

14 Settembre 2021

Oggi parte la missiva, destinatari circa 120 dipendenti che avranno pochi giorni per mettersi in regola Di Giosia: «Li metteremo in condizione di ricevere il siero». La minaccia resta la sospensione dal lavoro

TERAMO. La Asl di Teramo spedirà questa mattina la seconda e ultima lettera di diffida al personale “irriducibile” che non si è ancora vaccinato. Avranno pochi giorni di tempo per mettersi in regola, circa una settimana. Questo è quanto deciso ieri mattina in un vertice dei responsabili dell’azienda.
«Li metteremo nelle condizioni di poter ricevere il siero anti-Covid con tre turni di vaccinazione nei prossimi giorni. Se non parteciperanno alla campagna nemmeno in questa occasione, allora non ci resterà che trarre le nostre conclusioni», dice il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, riferendosi al procedimento di sospensione, dopo che nei giorni scorsi aveva annunciato «tempi stretti per la definizione della pratica» e per mesi aveva chiesto un atto di responsabilità da parte di chi, negli ospedali, negli ambulatori e in tutte le strutture della Asl, è chiamato a dare l’esempio ai cittadini, oltre che a garantire la sicurezza propria e dei pazienti.
I vertici dell’azienda restano abbottonati sui dettagli, per garantire il rispetto della privacy del personale. I destinatari della nuova missiva sarebbero però circa 120 tra medici, infermieri e operatori che lavorano nelle strutture dell’azienda sanitaria, cioè l’80% di quelli che avevano già ricevuto la prima diffida nei giorni scorsi. Si tratta di chi ha optato per il “muro contro muro”, fino a mettere a rischio il proprio posto di lavoro pur di non ricevere il vaccino contro il coronavirus. Solo la piccola parte restante - cioè il 20% dei dipendenti dell’azienda che avevano ricevuto la prima diffida - si è quindi messa in regola ricevendo il vaccino oppure ha prodotto una certificazione per l’esenzione ritenuta convincente dai responsabili della Asl.
Quello delle esenzioni sembra il vero campo di battaglia. Secondo la circolare ministeriale rientrano tra i non vaccinabili categorie come quelle con malattie autoimmuni o autoinfiammatorie e con sistema immunitario più fragile. La Asl ha già annunciato che andrà a controllare i dipendenti che hanno presentato una certificazione.
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