Pesca, alleanza tra Asl e guardia costiera

Al via controlli congiunti settimanali su tutta la filiera. Nell’ultimo anno rilevati 23 illeciti con multe per 35mila euro
GIULIANOVA. Prima in Abruzzo la provincia di Teramo, dopo gli indirizzi tracciati dalla Regione, ad aver adottato una convenzione in materia di controlli sulla filiera della pesca e sulla commercializzazione dei prodotti ittici per garantire il rispetto delle norme nazionali e comunitarie.
Proprio ieri mattina, nel corso di una cerimonia, la Asl, rappresentata dal manager Roberto Fagnano, e la direzione marittima di Pescara, rappresentata dal tenente di vascello Claudio Bernetti, comandante della guardia costiera del litorale teramano, hanno siglato un accordo di collaborazione. Lo stesso prevede la realizzazione di «una programmazione settimanale di controlli e ispezioni congiunte lungo la filiera della pesca, dai punti di sbarco fino alla commercializzazione al consumatore finale, garantendo di massima almeno una uscita settimanale, fatti salvi casi i forza maggiore». A margine del protocollo sottoscritto, Fagnano, con tono ironico ma non troppo, ha affermato: «Ora i cittadini della nostra provincia che mangiano pesce possono ritenersi ancor più tutelati». Lo stesso direttore generale ha evidenziato: «In Abruzzo siamo stati i primi a conseguire questo traguardo e la cosa non può che rallegrarci. Qui parliamo della prevenzione della salute che è un aspetto molto importante. Quando si tratta di sanità non ci sono solo gli ospedali. Il controllo degli alimenti e in particolare sui prodotti ittici è essenziale e lo standard di sicurezza deve essere massimo».
Il comandante Bernetti ha affermato: «Un risultato molto importante, un esempio concreto di una buona pratica amministrativa attraverso un dialogo efficace tra due entità dello Strato. Quanto siglato è un primo grande passo per un dialogo operativo. In realtà una ottima intesa sul campo già esisteva e lo dimostrano i numeri che sono scaturiti dall’attività congiunta che ha portato a sanzioni per circa 35mila euro e il sequestro di oltre una tonnellata di prodotto non tracciato o comunque non conservato secondo le regole esistenti». E’ stato evidenziato inoltre che tra giugno 2018 e giugno 2019 Asl e guardia costiera hanno ispezionato 61 attività commerciali con la rilevazione di 23 illeciti. Da qui la necessità di rispondere in maniera adeguata alle norme esistenti in materia di tracciabilità del prodotto ittico e di controlli sanitari spesso aggirati quando il pescato non viene commercializzato attraverso la rete legale.
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