Pesca in area protetta, condannati

Pineto, due marittimi puniti dal giudice con ammende da 6mila euro ciascuno
PINETO. Due pescatori condannati a pagare un’ammenda di seimila euro ciascuno (pena sospesa) perchè sorpresi a pescare nell’area marina protetta del Cerrano. La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice Massimo Biscardi al termine di un rito abbreviato. I due pescatori sono finiti a processo dopo essere stati sorpresi dalla guardia costiera a bordo di barche mentre pescavano vongole. Una questione, quella della pesca nell’area marina, che in passato ha più volte sollevate polemiche. «Dalle emergenze istruttorie», si legge nelle motivazioni di una delle due sentenze emesse dal giudice, «si palesa la responsabilità del pescatore perchè è innegabile che lo stesso abbia esercitato attività di pesca in area marina protetta come riferito da personale della guardia costiera che ha verificato come il natante comandato da quest’ultimo stesse procedendo a ritroso con il rastrello immerso (tipica azione della pesca delle vongole)». Entrambi i pescatori, in sede di udienza, si sono difesi sostenendo che il gps di bordo non funzionasse e che quindi, a causa di questo, nessuno dei due si fosse accorto di essere finito nell’area protetta. Scrive il giudice a questo proposito: «A nulla rileva quanto affermato dal teste a difesa il quale ha solo adombrato la possibilità che il Gps non funzionasse: peraltro anche se ciò fosse vero trattasi di elemento ininfluente posto che è contestata una contravvenzione punibile quindi anche a titolo di mera colpa». I pescatori sono stati condannati per violazione della legge quadro sulle aree protette, mentre sono stati assolti dal reato di danneggiamento del patrimonio archeologico «non essendovi», è scritto nella sentenza, «evidenze che l’attività posta in essere abbia distrutto o deteriorato l’habitat all’interno del sito protetto».(d.p.)
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