Pesca, stop allo sciopero: le barche tornano in mare

I marittimi: «Siamo dispiaciuti, in due settimane non abbiamo ottenuto nulla» Intanto la Regione dà un segnale e approva uno stanziamento di 300mila euro
GIULIANOVA. La notte scorsa i pescatori giuliesi dello strascico sono tornati in mare dopo oltre due settimane di stop dovute dallo sciopero contro il rincaro del gasolio. Da domani, dunque, i banchi delle pescherie potranno di nuovo essere forniti di pesce fresco nostrano, per la gioia di consumatori e ristoratori, che da giorni attendevano questo momento: le forniture di prodotti ittici avevano infatti già iniziato a scarseggiare.
La resa dei marinai abruzzesi era nell’aria sin da venerdì, subito dopo la decisione maturata dai colleghi marchigiani di riprendere l’attività di pesca a partire da lunedì notte. I pescatori giuliesi, di conseguenza, si sono sentiti destabilizzati e delusi da tale atteggiamento. Tanta amarezza unita a una sensazione di sconfitta si percepisce ancora fra i marittimi, che si dicono insoddisfatti dal trattamento ricevuto da parte dei rappresentanti del governo a Roma, dopo la manifestazione sotto la sede del ministero. «Questo epilogo ha per tutti noi oggi il sapore di una sconfitta», commenta così l’odierno ritorno in mare Giovanni Massi, armatore del motopeschereccio “Il Faro”, «siamo piuttosto dispiaciuti, perché nonostante le due settimane di protesta, non siamo riusciti ad ottenere alcun segnale né beneficio da parte del governo». Massi continua: «Non ci siamo certamente arresi, ma in seguito alla riunione svoltasi a Pescara con tutte le marinerie abruzzesi, abbiamo ritenuto opportuno tornare momentaneamente in mare. Tante sono le spese che ci troviamo a dover fronteggiare», afferma il pescatore, «speriamo almeno di riuscire ad andare a pari». Domani si terrà un nuovo incontro a Pescara, con i rappresentanti della marineria d’Abruzzo, per affrontare assieme alla Regione il tema del caro gasolio, con il proposito di trovare soluzioni praticabili nell’immediato. «Al di là di tutte le voci che circolano, come la richiesta della cassa integrazione per i dipendenti, a noi marittimi della pesca a strascico ciò che interessa prioritariamente è stabilire un tetto massimo sul prezzo del carburante pari a 50 centesimi: vogliamo continuare a lavorare dignitosamente», conclude Massi.
Nei giorni scorsi, il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata dal vice capogruppo del Pd Dino Pepe, in cui vengono stanziati 300mila euro per sostenere il settore della pesca. «Non si tratta di una misura risolutiva», ha commentato il consigliere di opposizione, «ma è un primo segnale, per dimostrare vicinanza alla marineria. Ho presentato inoltre, al presidente Marco Marsilio e all’assessore competente un’interrogazione per conoscere i tempi e il dettagliato cronoprogramma relativo al completamento degli interventi previsti al porto di Giulianova, che consentiranno di migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori e garantiranno la sicurezza del porto stesso». Nel documento si richiedono le tempistiche circa l’installazione delle torri faro, presumibilmente in numero minore rispetto al previsto, e lo stato del completamento della diga esterna nord.
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