Pescano gettando cemento in mare: stangata su due lampare

La guardia costiera sequestra il materiale e infligge multe per 4mila euro. I blocchi da 20 chili l’uno danneggiano la pesca a strascico, tra le due categorie di marittimi scoppia una violenta lite
GIULIANOVA. Sequestro insolito quello avvenuto nella mattinata di ieri all’interno del bacino portuale da parte del personale della guardia costiera, che ha sanzionato due pescherecci con multa complessiva di 4mila euro. Infatti, durante un controllo gli uomini della polizia marittima hanno rinvenuto su due unità da pesca un congruo numero di blocchi di cemento da utilizzare durante la pesca del pesce azzurro. Su due unità da pesca armate a lampara erano in partenza per il largo circa 20 blocchi che sarebbero stati poi utilizzati nel corso della “cala” delle reti. I blocchi, del peso singolo di circa 20 chilogrammi, vengono legati con una cima al bordo esterno della rete. In una fase successiva la cima stessa viene tagliata e il blocco si adagia così sul fondo diventando un vero e proprio rifiuto.
Secondo gli armatori delle barche adibite a strascico quei blocchi, adagiati numerosi sul fondo, costituiscono fonte di danno enorme per loro. La loro attività prevede la pesca proprio in aderenza al fondale e così quei blocchi, una volta catturati dalla rete, rovinano in maniera irrecuperabile il pescato, ma anche le maglie della rete stessa. Ma a risentirne è anche l’ecosistema marino che con il tempo trova estrema difficoltà a smaltire quei blocchi di cemento. Da qui, secondo le normative sulla pesca professionale, il divieto di imbarcare materiale utilizzato in maniera impropria per la pesca. Ieri, grazie al supporto di personale dell’Ente Porto, la partita di blocchi di cemento, dopo il sequestro, è stata trasportata con un muletto all’interno della recinzione della capitaneria di porto.
A seguito dell’operazione di polizia marittima, sulla banchina del molo nord si è acceso un forte battibecco tra gli addetti alla pesca con lampara e quelli della pesca a strascico. La disputa verbale, durata a lungo, visti i toni piuttosto accesi ha richiamato l’attenzione di una pattuglia dei carabinieri che ha avuto il compito di calmare gli animi. Il tenente di vascello Daniela Sutera, comandante del porto, commenta: «Il nostro intervento in situazioni di illegalità è doveroso nei confronti e per rispetto di chi, tra tanti sacrifici, lavora secondo le regole. Il nostro ruolo è anche questo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

