Pesce, ultima asta: impennata dei prezzi Venduti 18 quintali

19 Agosto 2023

I rincari maggiori per scampi (78 euro) e mazzancolle (44) Acquistate 585 cassette da 25 partecipanti della provincia

GIULIANOVA. Prezzi alti nell’ultima asta al mercato ittico, in particolare gli scampi a 78 euro al chilo e le mazzancolle a 44 euro, prima del fermo biologico, che si è svolta nella notte tra giovedì e venerdì. Il direttore Gino Silvestro Gervasini è soddisfatto. «L’asta si è svolta regolarmente, senza contestazioni», spiega, «i miei collaboratori, qualificati e d’esperienza, hanno risposto bene alle esigenze degli acquirenti, tutti sono rimasti soddisfatti e hanno collaborato per una certa fluidità nelle contrattazioni». Sono andate all’asta 585 casse per circa 18 quintali di pesce, in linea con l’asta prenatalizia. Grazie alle buone condizioni meteo e del marine i pescherecci hanno potuto spalmare in più ore la loro attività e condurre in porto una discreta quantità di prodotto.
Giovedì pomeriggio ben otto imprese di pesca hanno preso il largo e tutte armate a strascico e all’asta hanno partecipato 25 acquirenti. Gli otto pescherecci che hanno lavorato, affinché all’asta ci fosse una buona quantità di pesce, sono Faro, Vichingo, Sparviero, Claudia, Silvia G., Marlin, Rossella e Lampedusa. Questi invece sono i prezzi finali fissati all’asta, alla quale hanno partecipato 25 acquirenti provenienti da Giulianova e altre cittadine della provincia: scampi 78 euro al chilo, astici 60 euro, mazzancolla 44 euro, gallinelle 38 euro, Sanpietro 34 euro, sogliole 31 euro, seppie 22 euro, rane pescatrici 20 euro, panocchie 19 euro, zanchette 17 euro, calamari 16 euro, totani 10 euro, razze 7 euro e triglie a 3 euro. Da oggi dunque, sul tratto di mare Adriatico tra San Benedetto e Termoli, che comprende anche Giulianova, scatta il fermo biologico per i pescherecci agli ormeggi che durerà fino al 24 settembre. Il mercato ittico di Giulianova però, come precisa Gervasini, non sarà completamente chiuso in questo periodo. «È chiaro che per 45 giorni si lavorerà di meno e alcuni di noi andranno anche in ferie», spiega il direttore, «ma alcuni addetti, a turno, garantiranno il servizio al mercato per il pesce azzurro e le vongole, varietà di prodotto che non saranno coinvolte dal fermo biologico».
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