Peschereccio sequestrato, altra fumata nera per De Simone

13 Marzo 2015

Il tribunale del Gambia rinvia ancora la decisione sulla scarcerazione del comandante di Silvi

MARTINSICURO. Dal Gambia arriva l’ennesima fumata nera. Neppure ieri si è tenuta l’udienza sulla scarcerazione di Sandro De Simone, 55 anni, di Silvi, comandante del peschereccio Idra Q. della società Italfish di Martinsicuro. De Simone è dal 2 marzo in carcere nella capitale del Gambia Banjul perché sulla nave da lui comandata la Marina locale, a metà febbraio, avrebbe trovato reti con maglie di 2 millimetri più strette della normativa. Il riesame per la scarcerazione del comandante era previsto già venerdì scorso. Da allora si sono susseguiti una serie di rinvii e De Simone è ancora in carcere con la preoccupazione della famiglia che aumenta di giorno in giorno. Un inferno che rischia di andare avanti fino a lunedì, prossimo giorno utile, stando alle sempre più frammentarie notizie che arrivano dal Gambia, per un’eventuale udienza.

L’unica speranza che la vicenda possa risolversi nelle prossime ore è legata alle intense trattative che gli avvocati della Italfish stanno portando avanti con le autorità locali. Trattative in corso ormai da giorni e svolte parallelamente alla vicenda giudiziaria, sulla quale sono ancora tanti i punti oscuri. Al momento l’unica certezza è che De Simone si trova all’interno del carcere ma nessuno, da giorni ormai, avrebbe avuto la possibilità di incontrarlo e riferire sulle sue condizioni. Neppure il vice ambasciatore italiano in Senegal Domenico Fornara, che da lunedì è a Banjul, sembra abbia avuto l’autorizzazione ad incontrare De Simone, così come è caduta nel vuoto la richiesta di un incontro con il ministro degli Esteri della nazione africana. Della questione si è interessato anche il governatore abruzzese Luciano D’Alfonso che ha sollecitato un intervento ufficiale da parte del Governo, per tramite della Direzione generale italiani all'estero e politiche migratorie del ministero degli Esteri.

Intanto, sono sporadici i contatti con il padre da parte di Domenico Mora, figlio del nostromo Vincenzino, di Martinsicuro, bloccato a bordo della nave che è ormeggiata nel porto di Banjul e controllata da militari armati. Nelle veloci conversazioni Mora senior indica tranquilla la situazione a bordo ma non sa l’evolversi della situazione. Oltre a Mora sulla Idra Q. si trova un altro europeo, un romeno. Per il resto l’equipaggio è composto da quattro marittimi del Gambia, uno di Capo Verde e 18 di nazionalità senegalese.

Sandro Di Stanislao

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