Pestato a sangue, i fermati raccontano la loro verità

15 Dicembre 2019

Solo tre sono accusati di tentato omicidio, il quarto è indagato per altri reati L’italiano rigetta tutte le accuse, uno dei due albanesi dice: «Mi sono difeso»

MARTINSICURO. A due giorni dai fermi effettuati dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Teramo e della compagnia di Alba Adriatica nell’ambito delle indagini sul violento pestaggio ai danni di un 38enne albanese a Villa Rosa, si apprendono nuovi particolari.
I fermi per il tentato omicidio sarebbero tre, e non quattro come inizialmente comunicato. Il quarto ragazzo raggiunto dalla misura interdittiva del pm, un albanese di 35 anni difeso dagli avvocato Nello Di Sabatino e Antonio Valentini, è infatti accusato di associazione per delinquere finalizzata ai furti di autovetture, ricettazione, rapina e lesioni per l’aggressione a un bulgaro. Accuse che ieri mattina, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Roberto Venenziano, avrebbe integralmente respinto. Il suo arresto, dunque, non è in alcun modo connesso alla brutale aggressione ai danni dell’albanese ma legato a un’altra inchiesta nella quale risulta indagato anche uno dei tre fermati per il tentato omicidio del 38enne, un italiano di 25 anni, difeso dall’avvocato Florindo Tribotti. Anche il 25enne, ieri, nel rispondere al gip avrebbe respinto tutte le accuse, dichiarando sia di non aver partecipato al pestaggio dell’albanese sia di non essere in alcun modo legato ai furti d’auto. Da quanto si apprende, comunque, nel corso delle indagini sui furti d’auto sarebbero emersi degli elementi che avrebbero aiutato gli investigatori a ricomporre il quadro sull’aggressione al 38enne albanese, le cui condizioni rimangono gravissime.
Aggressione per la quale sono stati posti in stato di fermo anche due cugini di 25 e 32 anni, connazionali della vittima, difesi dall’avvocato Massimo Cacace (questi ultimi totalmente estranei all’altra inchiesta sui furti d’auto), che davanti al gip hanno chiarito la propria posizione. I due avrebbero ammesso di trovarsi quella sera nel locale vicino al quale è avvenuta l’aggressione, ma solo il più giovane avrebbe avuto una colluttazione con l’albanese, che qualche mese prima avrebbe accoltellato il fratello del 25enne. Ma, secondo la versione fornita da quest’ultimo, si sarebbe solo difeso dall’aggressione da parte del 38enne. Dopo gli interrogatori il gip si è riservato sia sulla convalida del fermo che sull’adozione delle misure di custodia cautelare in carcere chieste dal pm per tutti e quattro.
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