Petrella si difende per tre ore: «Non ho fatto morire nessuno»

27 Gennaio 2022

Il medico teramano ai domiciliari dopo il decesso di un paziente risponde alle domande del giudice L’avvocato Navarra: «Il mio assistito ha dato tutte le spiegazioni ritenute congrue e idonee»

TERAMO. Piglio deciso e libri in mano, nella sua valigia dice di custodirne altri 25, a scandire un lungo faccia a faccia con il giudice. Per tre ore il medico Roberto Petrella, finito agli arresti domiciliari per omicidio colposo di un paziente, si difende davanti al gip Marco Procaccini nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Per l’accusa (inchiesta partita dalla Procura di Catanzaro nell’ambito di una più vasta indagine sulle posizioni no vax del professionista teramano) le terapie consigliate telefonicamente a un suo paziente di Caserta avrebbero causato la morte dell’uomo, ma lui con forza respinge ogni addebito. «Io ho detto ai familiari di chiamare l’ambulanza», ripete più volte al giudice di Teramo che lo sente per rogatoria. E in un passaggio aggiunge: «Ma se io ti dico vatti a buttare da un ponte tu ti vai a buttare?».
Petrella, assistito dall’avvocato Tommaso Navarra, parla dalle 10 alle 13 quasi ininterrottamente ricostruendo fatti, mettendo insieme date, scandendo le sue teorie e le sue certezze: «Sono un medico e non ho mai causato la morte di nessuno». Dice Navarra: «È una vicenda delicata. Il mio assistito ha risposto con serenità a tutte le domande dando per oltre tre ore tutte le spiegazioni ritenute idonee e congrue». A conclusione dell’interrogatorio il legale non ha presentato richieste di sostituzione della misura. Anche perché c’è un ulteriore passaggio tecnico da attendere: il giudice di Catanzaro nell’emettere l’ordinanza si è dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sarebbe avvenuta a Teramo con le telefonate ai familiari del paziente poi deceduto. Quindi ora la Procura di Catanzaro invierà gli atti alla Procura teramana che dovrà chiedere una nuova misura al gip del tribunale teramano.
La vicenda è emersa nell'ambito di un'altra inchiesta, partita mesi fa e ancora in corso, che la magistratura di Catanzaro ha avviato sulle posizioni no vax del medico, destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Da quel filone principale, tramite le intercettazioni telefoniche, è scaturito lo stralcio sulla morte di Gennaro S., camionista casertano di 68 anni, con numerosi problemi di salute, che dal 2020 era in cura da Petrella. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico e l'avevano contattato per un consulto.
Da quel momento il camionista ne era diventato un paziente. L'uomo più volte sarebbe stato a Teramo per farsi visitare. Da ottobre i contatti sarebbero stati solo telefonici. L'ultima volta la mattina del decesso, l’8 dicembre, quando – sostiene l’accusa – Petrella ha prescritto al paziente, che accusava febbre alta e malesseri diffusi da giorni, vitamine e integratori a base di funghi, sconsigliandogli di recarsi in ospedale.
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