Petrini-Ciancaione Scontro a distanza sulle antenne 5G

15 Aprile 2020

ROSETO. Si riaccende la polemica sulle antenne 5G a Roseto. Da un lato c'è la consigliere d’opposizione Rosaria Ciancaione, che a gennaio presentò una mozione, ancora da discutere, sul piano delle...

ROSETO. Si riaccende la polemica sulle antenne 5G a Roseto. Da un lato c'è la consigliere d’opposizione Rosaria Ciancaione, che a gennaio presentò una mozione, ancora da discutere, sul piano delle antenne e sul blocco della sperimentazione del 5G sul territorio rosetano, dall'altro lato c'è l’assessore all’ambiente Nicola Petrini, convinto che in realtà l’innovativa tecnologia 5G sia meno invasiva del 4G.
In alcuni Comuni, ad esempio Giulianova, Teramo e Tortoreto, sono state firmate ordinanze che vietano l’installazione delle antenne 5G. «La comunità scientifica ancora non si esprime in maniera univoca sugli effetti del 5G», dice Ciancaione, «c’è chi dice che non fa male alla salute e chi invece crede il contrario. Siccome non c’è sicurezza, credo sia opportuno bloccarla la sperimentazione, altrimenti poi è difficile tornare indietro. Spero che la mia mozione venga inserita nel prossimo consiglio, in modo che ci possa essere una discussione costruttiva su un tema importante per la salute pubblica». A livello nazionale però il ministero dell’Ambiente, da qualche anno, ha dato l’assenso per la sperimentazione della nuova tecnologia. «Il segnale del 5G è molto debole», spiega Petrini, «ed è per questo che sono necessarie più antenne rispetto al 4G. Tra l’altro pare che non passi attraverso i muri, e dunque grossi problemi non ci dovrebbero essere. E poi è una tecnologia che migliora sensibilmente la trasmissione dei dati, e si attiva solo quando c’è richiesta». Petrini, inoltre, crede che l’approvazione del piano antenne sia superflua in relazione al 5G. «Pare che le antenne del 5G saranno mese al di sopra dei pali dell’illuminazione pubblica», aggiunge, «dunque l’urgenza di approvare il piano antenne non la vedo, almeno per ora». (l.v.)