Più di 10mila alpini ricordano i caduti

Migliaia di penne nere arrivate da tutta Italia sfilano per rendere omaggio ai tanti morti in battaglia
ISOLA DEL GRAN SASSO. Ben oltre diecimila penne nere hanno riempito ieri, con allegria e colore, il centro storico di Isola e il lungo viale che porta verso il santuario di San Gabriele. Nonostante il cielo plumbeo, gli alpini non si sono lasciati intimorire. 200 i gruppi presenti dalla Sicilia al Veneto per ricordare, in un raduno quest’anno reso solenne dalla presenza del labaro nazionale e del presidente dell'Associazione nazionale alpini Sebastiano Favero, chi è rimasto sul campo di battaglia. Non solo in Russia, come tiene a precisare Franco Di Felice, fra i primi promotori di questa commemorazione: «Vogliamo ricordare i caduti di tutte le guerre».
Un ricordo che in questi 26 anni ha acquistato via via maggiore spessore, grazie alla presenza di addetti militari provenienti da altri Stati, come Oleg Kovalev, addetto navale russo. «Ogni anno siamo qui insieme ai nostri amici alpini», ha evidenziato Kovalev, «perché per noi è importante ricordare quella guerra che ha infiammato l’Europa. Una guerra difficile per tutti, nella quale noi cercavamo di difendere il nostro paese. Ma ciò che è successo ieri, deve essere un monito per non dimenticare, per far si che non succeda di nuovo». E alle parole dell’addetto navale russo, fanno eco quelle del collega dell’esercito Maxim Vanin: «Questa celebrazione è importante per ricordare i caduti. Ma è anche una lezione perché i nostri figli non dimentichino». E di memoria parla anche Karoly Belso, addetto alla difesa ungherese. «Lavoriamo da secoli insieme» ha sottolineato, «la nostra è una storia gloriosa, non solo durante le due guerre mondiali, ma anche oggi. I nostri eserciti lavorano insieme in alcune missioni di pace in Afghanistan, Iraq e nei Balcani».
Ad aprire la sfilata di questa 26° commemorazione dei caduti di Selenyj Jar la Fanfara degli alpini, seguita dal picchetto d’onore guidato dal tenente Francesco Minopoli – abruzzese doc come tiene subito a precisare – della 93° compagnia dei fucilieri del battaglione L’Aquila. «E’ un’emozione grande», ha detto Minopoli, che ha parlato di una cerimonia importante in cui si sente l’affetto e il calore degli alpini. E poi a seguire il labaro nazionale (simbolo dell'Associazione Alpini) con le sue 209 medaglie d'oro, i gonfaloni dei Comuni e i gruppi accompagnati in molti casi dai sindaci che hanno voluto omaggiare gli alpini. Fra gli altri, quello proveniente da Farindola, al cui passaggio lo speaker e ha ricordato le vittime della slavina dell’anno scorso a Rigopiano. A sfilare, immancabile, un alpino di 86 anni proveniente da Catania, che in auto si è fatto da solo il viaggio fino ad Isola anche quest’anno. Così come Carlo Ghilino dalla Liguria, Nino Nanni di Cocullo e Paolo Inzerilli da Roma che dopo aver fatto il servizio militare insieme tutti gli anni si ritrovano al raduno di Isola e a quello dell’Aquila.
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