«Più soldi o non vedi tuo figlio»: a processo per tentata estorsione

Una teramana di 35 anni rinviata a giudizio dopo le accuse dell’ex convivente e papà del bimbo La Procura: «Lo ha anche minacciato di sfasciargli la macchina se non avesse esaudito le richieste»
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità, almeno quella giudiziaria. Così ha deciso il giudice per le udienze preliminari Roberto Veneziano che ieri mattina ha rinviato a giudizio una donna teramana di 35 anni imputata per tentata estorsione nei confronti dell’ex compagno e padre di suo figlio.
Secondo l’accusa della Procura, che a conclusione delle indagini preliminari ha chiesto il rinvio a giudizio, la donna avrebbe chiesto all’uomo più soldi di quelli stabiliti dal tribunale per il mantenimento del bimbo dopo la fine del rapporto sentimentale minacciandolo, qualora la richiesta non fosse stata accolta, di non fargli vedere il piccolo che dopo la fine della convivenza vive con lei.
Così, a questo proposito si legge nel capo d’imputazione del pm titolare del fascicolo Greta Aloisi: «Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in distinte occasioni, chiedendo la corresponsione di somme di denaro ulteriori rispetto a quelle stabilite con provvedimento del tribunale di Teramo nonché di prestare garanzia per l’acquisto di una nuova autovettura, lo minacciava di non fargli più vedere il figlio; inoltre, dopo numerose telefonate, gli diceva che, se non gli avesse dato “altri 300 euro oltre alle somme stabilite, gli avrebbe sfasciato la macchina”, così compiendo atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere il predetto a consegnarle ulteriore denaro, per procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno».
Nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta ieri mattina l’uomo si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Monica Passamonti. La donna è assistita dall’avvocato Roberta Alessandrini.
La prima udienza del processo per tentata estorsione è fissata per il 1° dicembre davanti al tribunale di Teramo in composizione monocratica.
Un caso, quello finito davanti ai giudici teramani, che ancora una volta ripropone le situazioni difficili che si creano nel momento in cui due genitori si separano. Spesso, così come più volte sottolineato ormai da tempo da ricerche e statistiche, sono proprio i minori a pagare le conseguenze più pesanti dei difficili rapporti che si innescano tra adulti nel momento in cui le relazioni sentimentali si interrompono.(d.p.)
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