Pianacce, a rischio la nuova chiesa

Il progetto da un milione e mezzo può svanire perché manca la variante al Prg
SILVI. Rischia di svanire il progetto da un milione e mezzo di euro per la costruzione della chiesa di Pianacce a Silvi. A denunciare il caso è l’ex vicesindaco Enrico Marini che in una nota scrive: «L’amministrazione Comignani non inserendo la zona della chiesa nella variante al piano regolatore ha fatto perdere i contributi della Cei necessari per elevare la struttura religiosa. Il centro pastorale doveva diventare un punto di raccoglimento a servizio delle comunità collinari di Piomba Alta, Santo Stefano, San Silvestro e Pianacce nelle quali svolgere attività di catechesi, preghiera e aggregazione. Era tutto pronto, mancava solo di modificare la destinazione d'uso del terreno da scolastico a luogo di culto».
La chiesa, ampia circa 4.000 mq, doveva sorgere nei terreni di fronte alle scuole elementari di Pianacce in un’ area di proprietà comunale. Tante sono le vicende e gli intoppi burocratici intercorsi negli anni. Nel 2014 l’accordo tra Comune e Curia era talmente vicino che si stava fissando la data per la posa della prima pietra ad opera del vescovo. Marini svela: «Le lungaggini hanno danneggiato gravemente il territorio, il contributo che la diocesi aveva stanziato per il progetto di Pianacce è andato ad Alba Adriatica maggiorato anche della disposizione di un un lascito da parte di un privato. Intanto a Silvi la variante generale e nemmeno la puntuale al Prg non è stata ancora approvata dall'amministrazione in carica. Per adesso il contributo Cei è sfumato. Lo scorso 15 settembre la Cei tramite la diocesi ha chiesto nuovamente il certificato di destinazione d'uso per poter procedere alla richiesta del contributo 2017, ma non ha avuto ancora risposta. L'amministrazione Comignani deve agire». L’opposizione esorta: «Adesso è più che mai necessario che i cittadini formino un comitato che faccia valere le proprie ragioni chiedendo al Comune di riportare in consiglio l'atto citato affinché lo rettifichino, dando finalmente seguito alla richiesta fatta dal parroco Padre Rafal nel novembre 2015».
Domenico Forcella
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