Piano degli ospedali, no di Pepe e Mariani

6 Giugno 2021

I consiglieri regionali teramani di centrosinistra stroncano la bozza presentata in commissione

TERAMO. I due consiglieri regionali teramani di centrosinistra, Sandro Mariani (capogruppo di Abruzzo in Comune) e Dino Pepe (vice capogruppo del Pd), criticano la bozza di piano di riordino della rete ospedaliera presentata dalla maggioranza regionale.
Pepe scrive in una nota: «La bozza di piano che ci è stata consegnata ci lascia perplessi, non vi è alcuna traccia di un miglioramento qualitativo delle prestazioni e, nello specifico della provincia di Teramo, è peggiorativa della già precaria situazione attuale. Se nelle prossime ore la proposta presentata in commissione non dovesse essere modificata siamo pronti alla mobilitazione a difesa del nostro territorio», afferma Pepe, che sostiene: «Non è previsto il Dea di secondo livello per il “Mazzini” di Teramo, a questo si aggiunge un sostanziale indebolimento della struttura con il depotenziamento di reparti di eccellenza come neurochirurgia; di fatto non avremo un ospedale in provincia con funzioni di alta qualificazione legate alle emergenze. Altri elementi di criticità li troviamo negli ospedali di Sant’Omero, di Giulianova e di Atri».
Toni ancor più forti quelli usati da Mariani, che scrive: «Il piano di riordino presentato in commissione dall’assessore alla Sanità rappresenta un vero e proprio insulto per la provincia di Teramo! Già è assurdo dover discutere a giugno 2021 un qualcosa che doveva essere programmato nel 2019, ma quello che da teramano mi fa veramente rabbia è vedere come la giunta Marsilio abbia di fatto depauperato la sanità teramana nel suo complesso, ponendo questa provincia in una forma di “sudditanza operativa” rispetto agli altri presidi di Chieti, Pescara e L’Aquila. Da quanto ci ha presentato l’assessore Verì emerge come Teramo perde ogni possibilità di ottenere il Dea di II° livello lasciando, con funzioni importanti e di rilievo a livello regionale, solo la cardiologia, depotenziando la neurochirurgia e lasciandola a funzione di spoke di I° livello solo per interventi alla colonna vertebrale. Non va meglio a Giulianova che esce fortemente indebolita, diventando in pratica quasi un ospedale periferico, il tutto alla faccia delle promesse fatte a più riprese dagli esponenti del Carroccio e ribadite dallo stesso Salvini».
Mariani conclude: «Ora il Piano di riordino della rete ospedaliera 2019/21 dovrà passare in giunta e poi in consiglio regionale e qui annuncio sin da ora che darò battaglia perché quello che ho letto non mi piace, offende e penalizza la provincia di Teramo rendendo il “Mazzini” il quarto presidio ospedaliero della regione. Auspico che tutti i consiglieri teramani, di maggioranza e opposizione, siano pronti a dare battaglia perché non è possibile che venga trattato così un territorio, quello teramano, che con questo piano diventerà la periferia dell’Impero del romano Marsilio in Abruzzo!».