Piano della mobilità contestato: c’è più tempo per le osservazioni

La giunta allunga da uno a tre mesi il periodo utile per la presentazione delle proposte di modifica Filipponi replica a Cipolletti (FdI): «Il Pums è finanziato dalla Regione, smentisce la sua maggioranza»
TERAMO. C’è più tempo per la presentazione delle osservazioni al piano della mobilità sostenibile. È l’effetto della delibera approvata ieri mattina dalla giunta che allunga da uno a tre mesi il periodo durante il quale cittadini e associazioni potranno presentare proposte di modifica al documento sul riassetto di mobilità e sosta che da settimane ormai è al centro delle polemiche.
Si tratta di un provvedimento conseguente alla proroga concessa dalla Regione all’adozione del Pums che dovrà essere sancita dal voto in consiglio comunale. Il prolungamento del termine per le osservazioni, che scadrà l’8 febbraio, offre lo spunto all’assessore alla mobilità Antonio Filipponi di tornare sulle contestazioni mosse al piano e in particolare sulle recenti accuse lanciate all’amministrazione dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Cipolletti. Quest’ultimo, promotore insieme a un gruppo di commercianti del referendum sul Pums, ha sottolineato il fatto che questo provvedimento non sia obbligatorio ma consigliato, per cui potrebbe essere evitato. «Il piano è stato adottato da tutti gli altri capoluoghi di provincia e da tanti altri comuni», replica Filipponi, a detta del quale è inesatto anche il riferimento di Cipolletti a un vincolo di approvazione esistente solo per i centri con oltre 100mila abitanti. «Il Pums rientra nella strategia delineata dalla Regione che ci ha concesso un finanziamento di 40mila euro da rendicontare», spiega l’assessore, «se Cipolletti è contro la mobilità sostenibile, intervenga a livello regionale perché di fatto smentisce il governo che sostiene e la sua stessa maggioranza». Filipponi auspica un ravvedimento da parte del consigliere regionale. «Il tentativo di cavalcare per meri scopi elettorali un tema così serio è quanto meno inopportuno», evidenzia, dicendosi soddisfatto dell’ultima riunione con i residenti e del percorso impostato nei precedenti incontri per arrivare alla stesura definitiva del Pums.
«I responsabili dei comitati di quartiere stanno lavorando alle proposte di modica, siamo entrati appieno nella fase costruttiva», osserva l’assessore, «piuttosto che opporsi a uno strumento di cui sono dotati ormai tutti i Comuni, sarebbe più utile concentrarsi sulle variazioni da apportare alla bozza anche perché, come avviene ovunque per provvedimenti simili, ci sono aspetti che non convincono neppure l’amministrazione». L’invito ai cittadini è di «leggere il piano e partecipare al confronto su un documento tra i più trasparenti e democratici».
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