Piano finanziario per lo stadio: Iachini chiede i danni al Comune

29 Luglio 2022

Il gestore si rivolge all’Autorità anticorruzione per sbloccare la revisione dei conti per l’impianto Chiesti l’aggiornamento delle somme e il risarcimento. L’ente si affida a un pool avvocati milanesi  

TERAMO. Sarà l’Anac a decidere se la revisione dei conti sulla gestione dello stadio Bonolis è corretta. A tirare in ballo l’Autorità anticorruzione nella disputa con il Comune sulla modifica del piano economico finanziario per l’impianto di Piano d’Accio è l’imprenditore Franco Iachini, ex proprietario del Teramo calcio e titolare di Soleia, società che preso in consegna la struttura tre anni fa. A spiegare i motivi della richiesta di arbitrato da parte dell’Anac è il provvedimento con cui l’amministrazione cittadina nomina i legali che l’assisteranno nel giudizio.
«La domanda è finalizzata ad accertare e dichiarare l’avvenuta alterazione dell’equilibrio del piano economico finanziario (Pef) posto alla base del rapporto di concessione e a condannare il Comune a provvedere entro un congruo termine alla sua revisione, conformemente alla proposta redatta dalla società del 14 aprile», afferma l’atto, «nonché ad accertare e dichiarare gli inadempimenti contestati a questo ente e per l’effetto, condannarlo al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla società nelle more dell’adozione del provvedimento di revisione del Pef, nella somma da determinare e quantificare nel corso del procedimento, o ritenuta di giustizia, con vittoria di spese e compensi». Secondo l’amministrazione, però, le contestazioni mosse da Soleia non hanno fondamento e per questo ha designato un pool di avvocati milanesi per sostenere le proprie ragioni davanti all’Autorità anticorruzione. La controversia sull’aggiornamento del piano economico finanziario della gestione del Bonoli va avanti da quando Iachini ha rilevato dall’altro imprenditore teramano Sabatino Cantagalli la convenzione per l’impianto. L’accordo, raggiunto nel 2019, l’anno dopo è stato ratificato dal Comune lasciando però in sospeso la questione della revisione dei conti, sulla quale gravavano dubbi relativi a spese pregresse e altri aspetti tecnici. Il Pef, per la verità, doveva già approdare in consiglio comunale diversi mesi fa, ma l’esame del documento è stato rinviato.
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