Piattaforma rifiuti, stop dall’opposizione

27 Settembre 2015

Pd e Teramo Cambia: «Perché il Mote porta avanti il progetto se ora si parla di gestione unica?»

TERAMO. «Per la gestione dei rifiuti serve una cabina di regia provinciale». Ad affermarlo sono i gruppi consiliari in Comune di Pd e "Teramo cambia" che pongono una serie di dubbi e interrogativi sul progetto avviato dal Mote, il consorzio che raccoglie i comuni dell'entroterra teramano. I consiglieri di centrosinistra si richiamano alla recente costituzione da parte della Provincia del comitato ristretto dei sindaci che avrà il compito di elaborare una proposta complessiva per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti secondo quanto dettato dalla riforma regionale in materia. «Qualsiasi altra iniziativa è da ritenersi una fuga in avanti e fuori luogo», sottolineano Pd e "Teramo cambia", «e proprio in questa direzione sta andando la procedura portata avanti dal Mote per l'individuazione, progettazione e realizzazione di una piattaforma di stoccaggio dei rifiuti all'interno del territorio comunale di Teramo, nonostante la mancanza di una specifico finanziamento, non più a disposizione dello stesso consorzio». Il riferimento è la progetto cosiddetto "Vedelago", per la creazione di un impianto che permetterebbe di riciclare l'indifferenziato, uscito dagli interventi finanziati dalla Regione ma ancora in corsa tanto che «la procedura ha portato alla manifestazione d'interessi di alcuni privati tra la zona industriale di Sant'Atto e l'area di Carapollo».

Il Pd e "Teramo cambia", però, chiedono perché il Mote continui a portare avanti l'operazione sebbene lo stesso sindaco Maurizio Brucchi abbia invocato una gestione unitaria del ciclo dei rifuti. Per questo vogliono sapere cosa ne pensa lui dell'iniziativa portata avanti dal consorzio. «Come verrà pagato l'acquisto del terreno o dell'immobile non avendo più il Mote il finanziamento regionale?», domadano i consiglieri di centrosinistra, «a quanto ammontano le spese affrontate finora dal Mote per questo procedimento? Come è stata fatta la valutazione delle offerte pervenute? Individuata l'area o l'immobile, verrà fatto un progetto esecutivo? Pagato da chi? Questa accelerazione dipende forse dal fatto che il Comune di Teramo è socio per il 49% del Mote fino al 31 dicembre prossimo?».

I due gruppi consiliari, dunque, chiedono chiarezza «in modo da iniziare un percorso comune con il principale obiettivo della razionalizzazione e dell'abbassamento dei costi sull'intero ciclo provinciale dei rifiuti». (g.d.m.)

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