Piattaforme, l’imposta spetta a sette città

Pubblicato il decreto: nell’elenco ci sono quattro Comuni costieri teramani e tre del Chietino
TERAMO. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 maggio il decreto con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze individua i Comuni a cui spetta l’imposta immobiliare sulle piattaforme marine: nell’elenco di 27 sono compresi sette centri abruzzesi, quattro teramani (Giulianova, Roseto, Pineto e Silvi) e quattro del Chietino (Vasto, Casalbordino e Torino di Sangro). Il provvedimento, firmato il 28 aprile di concerto con i ministeri della Transizione ecologica, dell’Interno e della Difesa, richiama il decreto fiscale n. 157/2019 con cui è stata appunto prevista l’istituzione di un’apposita imposta immobiliare sulle piattaforme marine (Impi) in sostituzione di qualsiasi altro prelievo locale.
«È quella che ritengo una vittoria anche personale», scrive in una nota il senatore abruzzese del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi, «avendo – con una interrogazione presentata nel 2015 insieme ai colleghi Girotto e Petrocelli – posto il problema della imponibilità dell’Ici e Imu sulle opere costruite in mare, stante all’epoca l’alta conflittualità creatasi tra Comuni e società petrolifere sull'accatastamento delle piattaforme in mare. Ora, finalmente, a quei Comuni (oltre che ad altri) che contestavano le onnipotenti società petrolifere, spetterà il gettito, inclusi quelli in cui si trovano “terminali di rigassificazione di gas naturale”; gettito che, a decorrere dal 2022, avverrà direttamente allo Stato e agli enti locali interessati tramite modello F24. È stata dura, lunga», conclude Castaldi, «ma ce l’abbiamo fatta!».

