Piatti e ricette da valorizzare: nasce la piattaforma digitale

Il Comune lancia il progetto che coinvolge cittadini ed esperti nella divulgazione delle specialità Saranno raccolti contributi audio e video che illustrano le preparazioni, prevista una mostra
TERAMO . Storia e potenzialità della città raccontate al mondo attraverso i suoi piatti tipici. Nasce con questo obiettivo “Teramo a tavola” la piattaforma digitale partecipativa, aperta ai contributi di operatori, appassionati e cittadini, che mira a promuovere le specialità gastronomiche del territorio. L’iniziativa, che rientra nel più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino e provinciale affidato dal Comune a Fernando Filipponi, teramano docente dell’università di Parigi Nanterre e ricercatore del Louvre, lo storico museo parigino, ha mosso il primo passo nella sala ipogea di piazza Garibaldi.
Attraverso ateliers aperti a tutta la cittadinanza sarà avviata una ricognizione sulla cucina locale, da quella quotidiana ai piatti delle feste. La piattaforma, che secondo Filipponi si configura come modello d’avanguardia e progetto pilota in Italia destinato a dialogare con programmi omologhi a livello europeo, raccoglierà dunque ricette con ingredienti e passaggi di preparazione delle specialità della tradizione anche tramite contributi audio e video da parte di chi vorrà partecipare al progetto. Si formerà così il primo archivio pubblico della gastronomia teramana destinato a conservare la memoria di piatti storici, ma anche a diffondere la conoscenza di questi ultimi a livello nazionale e internazionale. Nell’elaborazione dei dati saranno impegnati esperti come Massimo Montanari, ordinario Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’università di Bologna, docenti e ricercatori dell’ateneo parigino da cui proviene Filipponi, ma anche istituzioni locali come l’Archivio di Stato diretto da Valentina Carola e l’istituto musicale Braga. I risultati dell’operazione, oltre che ad alimentare la piattaforma telematica, saranno destinati alla divulgazione per mezzo di una mostra che restituirà alla cittadinanza la mole di informazioni raccolta tramite la campagna partecipativa e le ricerche storiche. Ne scaturirà un catalogo, da affiancare all’archivio digitale, a disposizione del pubblico durante l’evento ma che resterà aperto anche a contributi successivi all’esposizione.
«Il progetto mira a portare Teramo al di là dei propri confini attraverso la gastronomia che è uno dei suoi punti di forza», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «l’obiettivo è di uscire dall’autoreferenzialità, consapevoli delle potenzialità e anche della competitività del nostro patrimonio culinario». A detta del primo cittadino si tratta, insomma, di «alzare l’asticella» nella valorizzazione di prodotti e piatti, ma con iniziative successive anche di altre ricchezze materiali e immateriali, che possano veicolare l’immagine del territorio non solo comunale.
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