«Piazza chiusa, delibera sbagliata»

22 Giugno 2017

Il segretario del Pd Filipponi chiede una modifica del provvedimento di giunta

GIULIANOVA. Per Gabriele Filipponi, segretario locale del Pd e consigliere comunale, la delibera della parziale chiusura di piazza della Libertà presenta dei problemi che vanno senz’altro rivisitate. «È vero che la fase è comunque sperimentale, ma è vero pure che il Pd ha più volte richiesto il rinvio del provvedimento. Per noi occorre un progetto di grande spessore culturale in grado di valorizzare al massimo tutto il centro storico ed in particolare piazza della Libertà. Lo abbiamo richiesto più volte e quello che è stato deliberato non è in linea con i nostri intendimenti. Non siamo entusiasti di quella delibera di giunta e chiederemo urgentemente una nuova discussione che vada verso l’esaltazione del sito sotto il profilo turistico, paesaggistico, artistico e culturale. Sulla gestione dei dehor abbiamo proposto una bozza di regolamento dai primi del 2016, ma tutto giace in un cassetto».
Dall’opposizione la lista Linea Retta, con il suo capogruppo Fabrizio Retko, prende posizione sulla delibera di chiusura parziale di piazza della Libertà ed afferma: «Non ho ancora preso atto materialmente del documento e spero che contenga un’adeguata congruità nella motivazione. Occorrerà dedicare molta attenzione al provvedimento dell’esecutivo che, dalle notizie frammentarie raccolte, mi sembra privo della necessaria logicità. Se del caso, dopo aver studiato le carte, prenderemo le nostre decisioni al riguardo». La consigliera Laura Ciafardoni, più volte promotrice di iniziative per il centro storico, ha detto: «Ribadisco ancora una volta la necessità dell’emanazione di un regolamento per i dehor valido per tutti che purtroppo a Giulianova è assente. Spero che anche altre situazioni vengano risolte nel miglior modo possibile senza generare figli e figliastri». Anche l’imprenditore Gianni Mastrilli prende posizione: «L’annunciato salotto trash di Mastromauro è davvero tutto un programma. Aiuole secche e senza fiori, lampioni funzionanti a fasi alterne, la statua di Vittorio Emanuele II che piange per l’incuria riservatale, un orologio fermo per anni e poi fatto sparire, manifestazioni estive inesistenti se non promosse da privati. Si prendono certi provvedimenti per motivi noti a tutti ammantandoli con storielle risibili. Da sottolineare che l’apertura della Cappella de’ Batolomei e della gipsoteca avviene da anni, mentre viene spacciata come evento eccezionale».
Alfonso Aloisi
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