Piazza Dante, è 175mila euro la somma scontata ai gestori
TERAMO. «Nessuna decisione né certezza sul destino di piazza Dante». Ad affermarlo è il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto all'esito della seduta della commissione di vigilanza che ieri...
TERAMO. «Nessuna decisione né certezza sul destino di piazza Dante». Ad affermarlo è il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto all'esito della seduta della commissione di vigilanza che ieri mattina è tornata ad esaminare la questione del parcheggio. La presenza dei dirigenti Adele Ferretti e Remo Bernardi non ha sciolto di dubbi da tempo sollevati dall'opposizione sulla revisione del piano economico e finanziario per la gestione della struttura da parte della Socabi. L'unico dato acclarato nel corso della riunione riguarda la quantificazione della somma scontata alla società per l'occupazione della piazza negli ultimi cinque anni, da quando lo spazio in superficie avrebbe dovuto essere pedonalizzato. Si tratta di 175mila euro non richiesti alla Socabi, che nel frattempo è subentrata nella gestione alla "Parcheggio piazza Dante srl", in attesa che fosse ridefinito il piano economico. La società, che ha proposto il prolungamento della gestione del piano a raso fino al 2027, ritiene di aver sostenuto maggiori costi per 555mila euro. Questi sarebbero compensati per 187mila euro da interventi non realizzati sulla piazza e da utili pari a 349mila euro tra il 2011 e la nuova scadenza ipotizzata. I conti, però, non convincono D'Alberto. «Nella rimodulazione del piano vanno considerati anche 175mila euro per l'occupazione del suolo pubblico», osserva, «che comunque viene versata dagli altri gestori della sosta a pagamento». Il capogruppo del Pd poi sollecita approfondimenti. «Vogliamo sapere quali sono i ricavi effettivi».
In commissione è stato anche affrontato il tema della pista ciclopedonale di Colleparco. La corsia di poche centinaia di metri inaugurata nelle settimane scorse è stata chiusa un paio di giorni fa. Va cambiato il colore blu delle strisce a terra, ma secondo il presidente della commissione Maurizio Verna ci sono altri motivi d'irregolarità dell'opera. «La pendenza è superiore al 5%», evidenzia, «indicato dalla legge come limite massimo per le piste ciclabili». La chiusura, secondo lui, «è l'ammissione implicita di errori sui quali però l'amministrazione continua ad essere omertosa». (g.d.m.)

