Piazza Martiri va in pezzi: colpa del passaggio dei bus

26 Aprile 2015

La pavimentazione si rompe, il Comune finanzia un intervento-tampone e prova a trovare i fondi per acquistare mezzi pubblici ecologici e più leggeri

TERAMO. Se qualche testa calda volesse metter su all’improvviso una sassaiola nella centralissima piazza Martiri della Libertà, il salotto buono di Teramo, potrebbe farlo. Gli basterebbe raccogliere i pezzi delle mattonelle della pavimentazione, che sempre più numerose si rompono o sprofondano. Il fenomeno è particolarmente grave lungo tutta via San Berardo e nella parte della piazza tra via San Berardo e l’imbocco di via Delfico: ovvero, là dove transitano gli autobus urbani che attraversano longitudinalmente il centro storico.

Quando l’amministrazione Sperandio, una quindicina di anni fa, decise di dare una pavimentazione di pregio a tutta l’area intorno al duomo, lo fece in funzione della pedonalizzazione della stessa. In realtà un vero stop alle auto non c’è mai stato – in piazza è sempre continuato ad entrare di tutto e a qualsiasi ora – e i bus urbani hanno continuato a costeggiare la cattedrale. Fino a qualche anno fa, però, si trattava di bus navetta elettrici di dimensioni ridotte. Poi il centrodestra e la Baltour hanno riportato in piazza gli autobus di grandi dimensioni e il deterioramento delle pregiate mattonelle ha subito una drammatica accelerazione.

«Sappiamo bene che il problema c’è», dice il sindaco Maurizio Brucchi, «e infatti a giorni una delibera di giunta fisserà un impegno di spesa di settemila euro per riparare la pavimentazione. Ovviamente», continua il primo cittadino, «questo è un intervento per tamponare l’urgenza ma il problema del passaggio dei bus resta. La Baltour un mezzo più piccolo che possa transitare in centro storico non ce l’ha e le navette elettriche sono defunte. Però c’è un bando del ministero dei Trasporti per ridurre il consumo di CO2 nei centri storici e fornire a città che abbiano determinati requisiti dei mezzi pubblici alimentati ad energie alternative. Teramo ha tutti i requisiti richiesti, dunque aderiremo a questo bando».

Nel frattempo, dalla Regione sono in arrivo tre milioni di fondi europei per la mobilità alternativa. Il Comune al momento è intenzionato ad impiegarli per potenziare il cosiddetto “bike sharing” (l’utilizzo di biciclette pubbliche) e realizzare percorsi ciclopedonali, ma potrebbe anche utilizzare questo canale di finanziamento per acquistare dei mezzi pubblici diversi da quelli tradizionali.

Una cosa è certa: se si vuole salvaguardare il salotto cittadino dal degrado, bisogna realizzare una pedonalizzazione vera e alleggerire il passaggio dei bus. Tre amministrazioni di diverso colore finora non ci sono riuscite: ce la farà l’attuale? Chi vivrà vedrà.(d.v.)

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