Piazza Sacro Cuore è del Comune ma all’ente risulta della curia

8 Gennaio 2017

Il parroco dà incarico a tecnici di fiducia che scoprono come per il catasto l’area sia comunale Tuttavia la relazione del 1966 che lo attesta non si trova e altri atti danno per proprietaria la Chiesa

ROSETO. Chi è il proprietario della piazza su cui si affaccia la parrocchia del Sacro Cuore? Una domanda da cui ci si aspetterebbe una risposta scontata: chi a suo tempo ha acquistato l’area, quindi la Chiesa (ovvero la curia vescovile). Ma in realtà le cose non sono così semplici, perché dalle carte ufficiali proprietario della piazza risulta il Comune. Che però non ne sa niente, come dimostra il fatto che tempo addietro ha rilasciato alla parrocchia stessa il permesso di costruire su parte dell’area. Ad accorgersi che qualcosa non quadra è stato l’attuale parroco, padre Antonio Ghidoni, il quale ha quindi incaricato dei tecnici di fiducia per cercare di sbrogliare la matassa. «Dalle ricerche che abbiamo avviato qualche mese fa», riferisce infatti Carlo Zappacosta, «risulta che al catasto l’area è di proprietà del Comune di Roseto, nonostante una serie di altri documenti, tra cui l’atto di acquisto del terreno, dimostrino che proprietaria sia la curia».

Un mistero, dunque, che però i tecnici incaricati dal parroco hanno individuato da cosa sia stato generato, ma non ancora risolto. «Al catasto ci hanno spiegato che la variazione è avvenuta nel 1966», continua Zappacosta, «quando durante una delle verifiche periodiche che l’ufficio effettuava tramite propri dipendenti, il tecnico incaricato all’epoca compilò una relazione in cui spiegava le ragioni che lo portarono a certificare quello che secondo lui era il proprietario della piazza, cioè il Comune». E qui il mistero si infittisce, perché della relazione pare non ci sia traccia. «Nonostante le ricerche del personale addetto all’archivio del catasto, la pratica non è ancora venuta fuori», dice ancora Zappacosta, «così siamo stati costretti a inoltrare una richiesta formale affinché ci venga data una risposta ufficiale, altrimenti per noi proprietaria della piazza rimane chi ha acquistato l’area, cioè la curia». Resta il giallo della variazione apportata dal tecnico del catasto, come risulta dall’annotazione trascritta sulla storia catastale dell’area in questione, che potrà essere svelato solo quando sarà possibile leggere cosa c’è scritto sulla relazione scomparsa. Probabilmente il tecnico dell’epoca si è basato sul fatto che l’area fosse di uso pubblico, come peraltro accade ancora oggi. Infatti la piazza - che da Sacro Cuore è stata ribattezzata dalla curia piazza San Giovanni Battista Piamarta, il che potrebbe già rappresentare un ulteriore elemento circa la proprietà - è perennemente occupata da decine di automobili parcheggiate giorno e notte, il che la rende un’importante valvola di sfogo per l’intero quartiere dove le aree per la sosta non sono mai abbastanza. Anche per questo motivo si sta cercando di trovare una soluzione per evitare che si creino intasamenti e ingorghi durante le funzioni religiose. I lavori per la costruzione della chiesa, con annessa piazza, iniziarono il 15 luglio 1957 e terminarono due anni dopo, il 24 luglio 1959, periodo caratterizzato dalla gestione parrocchiale di padre Italico Bosetti, scomparso di recente, il quale partecipò materialmente alla costruzione della chiesa.

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA