Picchiò mamma e sorella Condannato ma in libertà

E' stato condannato a un anno e dieci mesi di carcere. Si è concluso così, con la sospensione della pena e remissione in libertà, il processo a carico di Pasquale Manente. Il teramano di 35 anni era...
E' stato condannato a un anno e dieci mesi di carcere. Si è concluso così, con la sospensione della pena e remissione in libertà, il processo a carico di Pasquale Manente.
Il teramano di 35 anni era stato arrestato a novembre dell'anno scorso per maltrattamenti in famiglia e lesioni. A farlo finire in carcere era stata la denuncia presentata nei suoi confronti da mamma e sorella, costrette a subire botte e minacce da parte del loro congiunto. Manente, secondo l'accusa, aveva problemi di droga, chiedeva continuamente soldi ai propri familiari e per ottenerli a volte ricorreva anche alle maniere forti.
La madre e la sorella, dunque, esasperate dalla situazione ormai insostenibile l'hanno denunciato e il 35enne è stato arrestato otto mesi fa con ordinanza firmata dal gip Domenico Canosa su richiesta del pm Bruno Auriemma. Nel processo, i familiari di Manente assistiti dagli avvocati Tommaso Navarra e Mariangela Cardarella, si sono costituiti parte civile chiedendo un risarcimento simbolico di un euro al loro congiunto sollecitandolo a sottoporsi a terapie di recupero.
Ieri mattina, dunque, la vicenda ha vissuto il suo epilogo in tribunale. A pronunciare la sentenza è stato il giudice monocratico Roberto Veneziano. Per Manente è scattata la condanna, a cui è seguita però la dichiarazione di cessata efficacia di esigenze cautelari che ne determinato la remissione in libertà . Veneziano ha rimesso al tribunale civile la decisione in merito al risarcimento e annunciato il rinvio degli atti al pm per quanto riguarda presunte irritualità nel recente cambio dell'avvocato difensore di Manente. (g.d.m.)
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