Picchia la compagna e la spaventa sparando colpi nell’abitazione

La donna colpita in testa con il calcio della pistola, per l’uomo scatta il divieto di avvicinamento L’allarme dagli inquilini del palazzo che hanno sentito le esplosioni e chiamato le forze dell’ordine
PINETO. È un’altra storia di violenza e brutalità a scandire il lungo elenco di Codici rossi in provincia. Arriva da Pineto dove nei giorni scorsi un uomo ha picchiato la compagna con il calcio della pistola, una scacciacani, e per spaventarla non ha esitato a sparare alcuni colpi nell’appartamento. A dare l’allarme sono stati i vicini di casa che hanno chiamato le forze dell’ordine. La donna è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale, mentre per l’uomo è scattato il divieto di avvicinamento.
Nel fascicolo del pm Silvia Scamurra è accusato di maltrattamenti e lesioni. Secondo la ricostruzione fatta da investigatori e inquirenti tra i due conviventi è scoppiata una violenta lite con l’uomo che ha cominciato a picchiare la compagna colpendola con calci e pugni. Poi ha preso la pistola e con il calcio dell’arma l’ha colpita alla testa. Molto probabilmente per spaventarla ulteriormente ha esploso alcuni colpi di pistola in aria. E sono stati proprio questi a richiamare l’attenzione degli altri inquilini del palazzo che hanno dato l’allarme avvertendo le forze dell’ordine immediatamente intervenute.La donna è stata portata in ospedale mentre per l’uomo è arrivata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla compagna. Indagini sono in corso per accertare se già in passato ci siano stati altri episodi di maltrattamenti.
Quello avvenuto a Pineto è l’ennesimo caso di violenza di genere nel Teramano dove i numerosi, così come in tutta in Italia, sono in aumento. Basti pensare che nel 2022 il comando provinciale dei carabinieri ha avviato 264 procedure di Codice rosso, dal primo gennaio a 30 giugno di quest’anno siamo già a 104. Numeri a raccontare vite che spesso trovano la forza di denunciare anche passando in quella stanza protetta aperta nel 2019 (grazie a un protocollo tra Arma e Soroptimist International) nella sede del comando provinciale dell’Arma e che negli anni è diventata ulteriore presidio contro la violenza di genere. Perché parlare non è mai facile e trovare il coraggio di denunciare lo è ancora meno.(d.p.)
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