Picchia la moglie, la figlia fa un video

8 Giugno 2024

In aula la donna ritira la querela: «È violento solo quando beve e per questo va curato. Noi non lo abbandoniamo»

TERAMO. Lo sguardo di un bambino non è mai indifferente a quello che succede tra i genitori. Soprattutto quando assiste a maltrattamenti. Di qualsiasi natura. Per gli psicologi è «violenza assistita», per il codice penale un’aggravante.
Ed è ancora la cronaca giudiziaria a raccontare un altro caso di violenza assistita con una bambina di 9 anni che filma con il telefonino il padre che picchia la mamma, che con il suo cellulare compone il 112 per chiedere aiuto ai carabinieri e poi passa il telefono ai due fratelli più grandi. La registrazione di quel video è agli atti del processo in corso davanti al tribunale (collegio presieduto dalla giudice Claudia Di Valerio, a latere i giudici Emanuele Ursini e Martina Pollera) con l’uomo imputato e in custodia cautelare in carcere.
Ed è durante l’audizione della persona offesa, cioè la donna maltrattata, che la stessa annuncia l’intenzione di ritirare la querela presentata dopo l’ultimo episodio, quando lei e i tre figli sono fuggiti in pigiama da casa in attesa dei carabinieri. «Mio marito è violento solo quando è ubriaco, quando non beve è una persona tranquilla. Lui ha bisogno d’aiuto e io voglio darglielo. Noi non lo abbandoniamo. Restiamo una famiglia». La donna preannuncia anche la sua intenzione di ritirare la costituzione di parte civile. Per il reato di maltrattamenti si procede d’ufficio e quindi il processo andrà avanti senza parte offesa. Nel corso della sua audizione la donna ha raccontato svariati episodi di maltrattamenti avvenuti negli ultimi 13 anni di rapporto coniugale molti dei quali davanti ai figli. In un caso l’uomo l’avrebbe picchiata anche all’ aperto, durante una manifestazione pubblica estiva. «Diventava violento quando beveva», ha detto, «così è avvenuto anche per l’ultimo episodio quando io e i ragazzi siamo scappati fuori casa dopo aver chiamato i carabinieri. Quando i militari sono arrivati lo hanno trovato in casa con dei coltelli da cucina infilati sul tavolo».
La donna ha raccontato che in quell’occasione il figlio più grande si sarebbe frapposto tra lei e il marito per difenderla. «I ragazzi non li mai toccati» ha aggiunto.
Il collegio ha respinto la richiesta della difesa di una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. L’uomo, che è a processo con il giudizio immediato, durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si torna in aula a luglio per la sentenza.(d.p.)
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