«Piccola Opera, due milioni non bastano»

11 Febbraio 2016

Il sindacalista Cisl Pompa attacca il governatore D’Alfonso: sblocchi gli altri soldi e adegui le tariffe

GIULIANOVA. «Sono indignato dalle parole del presidente Luciano D’Alfonso: la transazione di 2 milioni di euro erogati dalla Asl ha risolto solo uno degli aspetti di cui la Piccola opera charitas ha bisogno per andare avanti. La Regione, in tutto questo, è stata completamente assente». Le dure parole sono di Alessandro Pompa, sindacalista della Cisl, il quale spiega, all’indomani della conclusione del contenzioso tra la Asl e la struttura per i pagamenti delle rette degli anni 2013-2014, che la Piccola opera è ben lungi dall’essere salva.

«Innanzitutto», dichiara Pompa, «la Regione ha ancora bloccati altri 2 milioni, fondi della compartecipazione dei Comuni, nella tesoreria regionale dal 15 novembre. Questi soldi ci devono essere dati ma, nel frattempo, la struttura ha dovuto anticiparli per coprire i costi. Ecco perché i 2 milioni della Asl, dei 4 richiesti dalla Poc, non sono sufficienti. Certo, è un passo in avanti per migliorare i rapporti, ma sicuramente non bastano. La Asl deve ancora finire di pagarci le rette degli ultimi due mesi del 2015». Ma, il vero problema, spiega, è un altro: la Regione, infatti, deve iniziare l’opera di riconversione della struttura (come di tutte le altre regionali), che permetterebbe di accreditare anche la sede distaccata di Villa Volpe, dove potrebbero essere impiegate minimo 40 persone. Solo qualche settimana fa, infatti, sono stati sottoscritti 58 contratti di solidarietà, validi fino al 31 dicembre 2016. Con la riconversione, che porterebbe a un aumento delle rette, a tutto il personale sarebbe garantito il lavoro a tempo indeterminato. «La Regione non ha fatto nulla di ciò che era di sua competenza», conclude Pompa, «la riconversione permetterebbe di adeguare le tariffe delle prestazioni, ferme dal 2004, che verrebbero aumentate. Il solo fatto di riconvertire tutte le strutture d’Abruzzo, farebbe uscire la Regione dal commissariamento». (m.t.)

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