Pineta chiusa, protestano i residenti

Pineto, per il comitato “Via Liguria” le transenne impediscono ai residenti di accedere alle proprie case dal lato mare
PINETO. La chiusura al pubblico, dopo le recenti mareggiate che hanno fatto crollare parte delle recinzioni e della pavimentazione della ciclabile, della pineta Catucci, impedirebbe di fatto a molti residenti e turisti di poter accedere direttamente alle proprie abitazioni e alla spiaggia. Una situazione che sta generando forti proteste, di cui si è fatto portavoce il comitato cittadino “Via Liguria”, coordinato da Roberto Bernaudo.
«Facciamo presente», sottolinea il comitato in una nota, «che la chiusura dell’accesso alla pineta Catucci ha portato all’impossibilità, per tutti gli abitanti delle case fronte mare, per i turisti e per i cittadini del quartiere di Villa Ardente, di accedere dalla pineta alle proprie abitazioni e dalle abitazioni alla spiaggia, causando in questo modo un forte e gravoso disagio». A rincarare la dose il proprietario di un appartamento. «Ho comprato casa proprio di fronte la pineta Catucci», afferma, «per il gusto di poter uscire dal giardino e ad andare a godermi la spiaggia, ora mi sento come in prigione dato che l’accesso è interdetto».
Sul tavolo anche la questione relativa ai tempi dei lavori per la sistemazione della pineta. «Il problema più grave è che non si vede un inizio», continua, «lo scorso 4 febbraio in una riunione in Comune con il sindaco Robert Verrocchio, il vice sindaco Cleto Pallini e operatori turistici della zona, si sono prospettate due soluzioni per i lavori straordinari, il cui importo è di 500mila euro stanziati dalla Regione, relativi ai danni verificatisi nella pineta Catucci, ma al momento è tutto fermo». Il primo intervento riguarderebbe la collocazione di massi a ridosso del muro di contenimento per evitare ulteriori danni in caso di mareggiate, il secondo la realizzazione di un muro a ridosso dell’attuale recinto per ricoprire lo scavo sotto la pineta, al fine di evitare infiltrazioni d’acqua. Per il comitato la soluzione migliore sarebbe la seconda, in quanto la prima non darebbe garanzie sufficienti e potrebbe favorire l’erosione. Sulla questione interviene anche il consigliere d’opposizione Gianni Assogna: «Qui l’estate incombe», sottolinea, «e se non si interviene subito faremo scappare i turisti».
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