Pineto, aperto il geoparco del vulcanello

8 Febbraio 2019

L’obiettivo dell’amministrazione è creare una rete di tutti i siti naturali presenti sul territorio

PINETO. È stato inaugurato ieri mattina, a Pineto, il geoparco nato dalla riqualificazione del vulcanello di fango “Cenerone”, nell’area antistante piazzale Cimarosa a Borgo Santa Maria, che andrà ad arricchire l’offerta turistico ambientale del Comune di Pineto.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza degli esperti che hanno lavorato alla sua riqualificazione e ha visto la partecipazione anche dei ragazzi dell’Istituto tecnologie del legno di Pineto, del consigliere regionale Luciano Monticelli, del consigliere provinciale Giuseppe Cantoro, del direttore dell’Amp Torre del Cerrano, Fabio Vallarola, delle guide del Cerrano, oltre che di cittadini, autorità e referenti di varie associazioni.
«Ieri mattina abbiamo presentato il risultato di un lavoro importante teso a valorizzare un’area nota per le sue peculiarità, ma abbandonata a se stessa», ha sottolineato l’assessore all’ambiente Laura Traini, «in questi mesi siamo stati a visitare i vulcanelli di fango di Monteleone e abbiamo potuto farci un’idea di quello che si potrebbe fare anche a Pineto. Abbiamo fatto molto, ma ancora tanto resta da fare. Intanto abbiamo una convenzione gratuita con la D’Annunzio di Chieti che prevede che l’Università continui a monitorare il vulcanello, mentre noi cercheremo anche attraverso bandi europei di intercettare finanziamenti per poter creare una rete di vulcanelli». Oltre al Cenerone, infatti, a Pineto esistono altri vulcanelli tra Borgo Santa Maria e contrada Foggetta. «Il nostro intento è di renderli tutti visitabili», ha aggiunto l’assessore, «l’università è disponibile ad avviare percorsi con le nostre scuole coinvolgendo i bambini nel fare laboratori e nel seguire la trasformazione del vulcanello che pian piano assumerà la sua forma naturale che non è quella di oggi».
Soddisfazione per l’inaugurazione del geoparco è stata espressa anche dal sindaco di Pineto Robert Verrocchio, che ha ringraziato le famiglie Caccianini, proprietarie del terreno nel quale si trova il vulcanello, «per aver colto il valore della nostra proposta», l’Università di Chieti «per il prezioso supporto scientifico», i professionisti Adriano De Ascentiis e Francesco Stoppa «per la loro collaborazione», il progettista Fernando Cipriani, la Regione Abruzzo «e quanti hanno creduto in questo progetto», confermando la volontà dell’amministrazione comunale di «quella di creare una rete di tutti i vulcanelli presenti sul nostro territorio». Al taglio del nastro, ieri mattina, erano presenti anche i proprietari del terreno che ospita il vulcanello. «Il Cenerone», ha commentato Gaetano Caccianini, «passa da piccola leggenda poco conosciuta a luogo fruibile e da visitare. E siccome è uno dei pochi luoghi in Italia con queste caratteristiche si spera che vengano in tanti. Sono contento di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto».