Pineto, evade il fisco per 2 milioni Denunciato un imprenditore

Secondo la guardia di finanza per due anni ha presentato una dichiarazione con zero redditi ma in realtà avrebbe guadagnato somme cospicue con operazioni immobiliari e commerciali
PINETO. E’ con la scoperta di una maxi evasione fiscale che la guardia di finanza mette a segno un altro colpo ai danni di un imprenditore denunciato per dichiarazione infedele. Secondo l’accusa non avrebbe dichiarato gli oltre 2 milioni di euro di ricavi, presentando una denuncia dei redditi per gli anni d'imposta 2010 e 2011 pari a zero: la Finanza ha invece accertato che in quegli anni il titolare di una ditta del settore manifatturiero con sede a Pineto avrebbe effettuato non solo operazioni immobiliari e commerciali ma aveva anche conseguito profitti importanti. Il tutto sarebbe stato omesso al Fisco, per evitare anche le imposte in materia di tassazione diretta e indiretta.
A scoprire la maxi evasione sono stati gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Teramo, che hanno condotto una complessa ed articolata verifica fiscale, anche se in presenza di una contabilità molto carente. E' stato ricostruito il ciclo delle operazioni di gestione dell'attività manifatturiera, individuando appunto i ricavi non denunciati, oltre a una evasione ai fini Ires per 44mila euro, con Iva dovuta per 373mila. Nell'ambito della stessa verifica è stata rilevata anche una evasione immobiliare per la compravendita di un terreno e di un immobile con ricavo non dichiarato per 305mila euro. Il titolare della società è stato denunciato alla magistratura per violazioni in materia penale-tributaria, come la infedele dichiarazione dei redditi. In una nota il comando provinciale della finanza, agli ordini del colonnello Alessandro Primavera, ha sottolineato«il collegamento di questo intervento fiscale con un altro filone investigativo che aveva portato, nel dicembre scorso, alla scoperta di un altro caso di evasione milionaria per 2,2 milioni di euro, commesso da una impresa immobiliare con sede a Silvi Marina». Anche in questo caso l’imprenditoreè finito sotto accusa per dichiarazione infedele e pur in presenza di una contabilità carente e frammentaria i finanzieri sono riusciti a ricostruire l'intero ciclo delle operazioni di gestione e compravendite immobiliari eseguite sul territorio provinciale e regionale, determinando l'effettivo giro d'affari realizzato dall'impresa, nei confronti della quale sono stati constatati ricavi non dichiarati per 2 milioni 200mila euro, un'imposta evasa ai fini Ires per oltre 400mila euro e un’ Iva dovuta per oltre 30mila euro.
E' stato altresì segnalato, per il recupero, un credito Iva per 170mila euro vantato dalla società. I due accertamenti rientrano nell’ambito di una più vasta attività di vigilanza che ormai da tempo la Finanza porta avanti su tutto il territorio provinciale.(d.p.)
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