Pineto, il sindaco scrive a Renzi: «Basta con i tagli ai Comuni»

26 Settembre 2014

Verrocchio al presidente del Consiglio: per la nostra città c’è mezzo milione di euro in meno questo significa ridurre i servizi ai cittadini e gli investimenti nel turismo, così non si va più avanti

PINETO. Il sindaco di Pineto Robert Verrocchio scrive al presidente del consiglio Matteo Renzi per protestare contro i troppi tagli ai Comuni. «Le scrivo in qualità di primo cittadino di una città di 15 mila abitanti», mette nero su bianco Verrocchio, «che da luglio a settembre si è vista tagliare il 41% del fondo di solidarietà comunale. Stiamo parlando di circa mezzo milione di euro in meno rispetto al 2013. Per l’esattezza, 472mila euro. Presidente, non ho alcuna intenzione di riconsegnare la fascia da sindaco, perché i miei cittadini mi hanno eletto per risolvere i problemi ed affrontare le situazioni difficili. Però Le voglio dire una cosa: basta!» .

Secondo il primo cittadino i Comuni sono ormai arrivati al limite. «Quel 41% in meno, per noi, rischia di significare meno servizi per i cittadini, meno servizi sociali, meno pulizia per le strade, meno possibilità di aiutare le nostre scuole», scrive il sindaco del Pd, «quei tagli, rischiano di significare meno possibilità di investire nel settore dove la mia città potrebbe e dovrebbe crescere, ossia il turismo, e meno possibilità di intervenire sulla mitigazione del rischio idrogeologico, rischio che a Pineto c'è ed è forte. Qualcuno potrà dire che l'Unione Europea e le Regioni mettono a disposizione molti fondi per ovviare a questi problemi. È vero, presidente. Ma per accedere a quei fondi occorre anzitutto una compartecipazione finanziaria, occorrono progetti, e questi progetti vanno elaborati, e il personale a disposizione dei Comuni per farlo è sempre meno e, vista la mancanza di fondi, non possiamo permetterci figure professionali adeguate. Presidente, la progettazione europea sarebbe per i Comuni una boccata d’ossigeno, ma se continua così rischiamo di arrivare alla paradossale condizione di non avere possibilità per accedere ai fondi perché senza soldi».

Verrocchio nella sua missiva fa riferimento all’enorme difficoltà che ogni anno i Comuni hanno nell’elaborare i bilanci ed nell’ approvarli per tempo, e vedersi poi nell’impossibilità di realizzare i programmi stabiliti e andare ad aumentare le tasse locali a causa degli inaspettati tagli che arrivano dall’alto. La lettera si conclude con un appello: «Lei è stato sindaco, e saprà meglio di me che non è giusto identificare i Comuni come il ventre molle della finanza. Io e la mia giunta abbiamo voluto devolvere parte della nostra indennità ad iniziative di carattere sociale, come ormai fanno tanti amministratori, perché noi la sofferenza e la povertà le vediamo ogni giorno in faccia. Noi non siamo spreconi».

Domenico Forcella

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