Pineto, l’ampliamento del porto fa suonare l’allarme erosione

Il comitato di via Liguria e i balneatori della zona nord: «Il progetto di Roseto va studiato bene o la nostra spiaggia sparirà come quella di Francavilla». Il centrodestra: «Ci vuole un braccio a sud»
PINETO. A Pineto si alzano gli scudi sull’ampliamento del porto turistico di Roseto, che a dire degli operatori turistici potrebbe aumentare l’erosione già preoccupante della costa a nord del torrente Calvano. A scendere in campo è il comitato di quartiere “Via Liguria” presieduto da Roberto Bernaudo che ieri ha fatto sapere che il progetto «deve avere il più ampio consenso da parte dei tecnici incaricati che devono assicurare la completa assenza di rischi per il territorio pinetese». Della stessa idea è Franco Bosica, titolare del lido “La Tartana”, che sostiene come sia necessario uno studio approfondito: «Non possiamo fare la fine della spiaggia di Francavilla, che a causa del porto di Pescara è praticamente scomparsa con gravi ripercussioni sul turismo interno».
Sull’argomento giorni fa il vice sindaco di Pineto e assessore con delega al demanio marittimo, Cleto Pallini, ha ribadito la necessità di un intervento sulla sponda sud del Vomano al fine di tutelare maggiormente il territorio cittadino. Nello specifico ha chiesto che il pennello già previsto nella sponda sud del Vomano venga realizzato in una lunghezza maggiore, pari a quella del porto. Un intervento in grado di evitare un aumento del fenomeno erosivo e di scongiurare il maggior arrivo di detriti sul territorio pinetese. Attenzione sul problema anche da parte dell’opposizione, che chiede un consiglio straordinario sul tema. Il consigliere Gianni Assogna del movimento “Impegno e Sviluppo” a nome del centrodestra ha dichiarato: «Prima dei lavori di ampliamento del porto rosetano va realizzato un braccio in direzione sud che preservi il litorale pinetese fortemente eroso proprio a causa della modifica della foce del Vomano. Appare ovvio che ci opporremo a qualsiasi atto che pregiudichi ulteriormente la già precaria condizione della costa nord».
Il tema dell’erosione la scorsa estate ha scaldato molto gli animi dei titolari dei lidi che solo grazie a un ripascimento hanno potuto superare senza troppe ripercussioni i mesi estivi. Già a fine agosto l’avanzata del mare e la presenza di breccia sulla spiaggia hanno destato un allarme che a questo punto si allungherà fino alla prossima stagione balneare.
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